Gli Italiani? Dipendenti da smartphone…

 

Instagram, Twitter, Whatsapp, Facebook, Kik, Telegram e chi più ne ha più ne metta! Ormai la nostra giornata è questa: “pratichiamo” i social network con i nostri fidati smartphone che ci accompagnano in ogni minuto della giornata e, credetemi, non è positivo tutto ciò…
Esibizionisti e maleducati, incivili e viziati, gli utenti dello smartphone di solito infrangono il codice stradale, non rispettano più le basilari norme del galateo e dialogano più via telefono che con le parole. Possiamo vivere così?
Lo smartphone costituisce il primo pensiero la mattina, l’ultimo la sera: ormai oltre la metà di noi italiani rivolge più tempo al cellulare e ai social network che alla propria dolce metà. Lo smartphone è diventato non più un modo per comunicare in casi di lontananza, bensì una comunicazione vera e propria. Oramai il nostro mondo funziona così… ma volete sapere chi è in testa alla classifica di questa forma di dipendenza tecnologica? Ebbene sì, proprio noi italiani.
La ricerca Global Mobile Consumer Survey 2015, condotta da Deloitte, ha infatti affermato che siamo il paese più dipendente dal cellulare in Europa. Ci seguono la Spagna, la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Ma questo non è tutto: dai dati emerge infatti anche che noi italiani siamo i più imprudenti in rete, e non prestiamo attenzione alla circolazione dei propri dati personali in web.
Lo studio ci descrive anche come il popolo europeo meno attento agli sprechi e il più indirizzato ad acquistare nuovi prodotti solo per moda o per estetica.
Siamo, invece, uno degli ultimi paesi in cui si acquista un nuovo cellulare solo per necessità: solo il 28% degli italiani aspetta che si rompa quello vecchio prima di ricomprarne uno. Probabilmente il nostro destino è quello dell’America, forse il paese più consumista del mondo, dove le strade pedonali sono già divise in corsie: una è riservata a coloro che utilizzano il cellulare mentre camminano, l’altra a chi, invece, preferisce passeggiare normalmente, senza utilizzarlo. Staremo a vedere…

Beatrice Nicastro
Classe 2B – Scuola Secondaria di 1° grado “Pieraccini” di Firenze