giornalisti-in-erba

GMG: scenario di grande coesione mondiale

Eterno punto di riferimento è stato per molti, Giovanni Paolo II, parte integrante della vita di tanti credenti e non, ed è proprio lui che ha donato ad ognuno di noi l’opportunità di vivere un’esperienza mondiale e di sentirci parte integrante di un mondo del quale noi siamo la stessa essenza, e tutto questo grazie a un raduno da lui indetto per la prima volta: la Giornata Internazionale della Gioventù, spesso chiamata in italiano GMG, o in inglese WYD. Ma in cosa consiste realmente questo strumento di coesione internazionale? Papa Giovanni Paolo II affermava: “Sono i giovani stessi che hanno inventato la GMG’’. Ma soprattutto perché è a tal punto emozionante da rendere uniti gli animi? Per rispondere a siffatte domande, bisogna prima di tutto comprendere di cosa essa tratti. La GMG è un’esperienza di più giorni, in cui le attività si alternano tra preghiere, incontri, feste e momenti di svago. Il  lunedì i pellegrini si recano nel luogo prestabilito per l’evento, il martedì invece, partecipano alla cerimonia di apertura. Infine mercoledì, giovedì e venerdì prendono parte alla catechesi e al Festival della Gioventù. Il Papa, alla fine del 1985,  annunciò che si dovesse tenere ogni anno nelle diocesi, più precisamente la Domenica delle Palme. Alla celebrazione diocesana fu presto affiancato un grande incontro mondiale, che inizialmente si tenne ogni due anni. La prima GMG fu celebrata nella diocesi nel 1986, e il tema scelto fu: “Sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” . Ed è così che ci esortano ad essere pronti, a non cadere nel profondo blu dell’abisso: questo è l’appello, è il nostro grido! E per chi è fermo,immobile in questa realtà così sbiadita, per chi ormai è privo di forze, sfinito da innumerevoli domande e da risposte per lo più inesistenti, non disperi, ma abbia il coraggio, l’ostinazione di far brillare quella luce, viva in noi: la speranza. Questo tema cominciò poi a essere scandito da un messaggio che, di anno in anno, nell’alternarsi delle edizioni diocesane e internazionali, a partire da Buenos Aires nel 1987, ha accompagnato generazioni di giovani aiutandoli a crescere nella fede e nelle scelte per la vita.
Ma cos’è che muove i giovani a partecipare? Essi sono spinti dalla ricerca di felicità e pienezza comune alle persone di tutti i tempi e di tutte le età. Su questa via riportiamo una frase di Papa Francesco nel suo discorso del 31 Gennaio 2015: “Non avvertite che i vostri cuori sono inquieti e in continua ricerca di un bene che possa saziare la loro sete di infinito?’’, e ancora un discorso da Papa Giovanni Paolo II, il 19 Agosto del 2000, durante il quale sprona i giovani a rivolgere a Dio questo grido di umanità, ritenendolo dimora e coronamento dei loro sogni di bontà e felicità, e  a sostituire le delusioni scaturite dalle false promesse mondane con certezze per il futuro: “è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. è Lui che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande.’’ Prossimo appuntamento, dunque, sarà la GMG nel 2016 che si terrà a luglio a Cracovia, città natale di San Giovanni Paolo II, il cui tema è: “Beati i puri di cuore, perché troveranno Dio.’’ Prima di tutto, dobbiamo comprendere il significato biblico della parola cuore: per la cultura ebraica il cuore è il centro dei sentimenti, dei pensieri e delle intenzioni della persona umana. Da ciò possiamo comprendere come il cuore riassuma l’essere umano nella sua totalità e unità di corpo e anima, nella sua capacità di amare ed essere amato. In cosa consiste perciò la felicità che scaturisce da un cuore puro? Ciò riguarda soprattutto la sfera delle relazioni e delle interazioni, riuscire a discernere ciò che può “inquinare” il cuore che impedisce la formazione di una coscienza retta e sensibile e rende la capacità di amare ed essere amati falsata, distrutta e deturpata. E’ nel periodo della giovinezza che nasce in noi la necessità di scoprire un amore vero, bello e grande, un amore che non sia banale e semplicemente oggetto di piacere ma che possa essere un amore rivoluzionario, il fine di un’esperienza umana posta a cercare la pienezza della felicità. Così chiede Papa Francesco ai giovani (Incontro con i volontari alla GMG di Rio, 28 luglio 2013): “Nella cultura del provvisorio, del relativo, molti predicano che l’importante è “godere’’ il momento, che non vale la pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare scelte definitive, “per sempre’’, perché non si sa mai cosa riserva il domani. Io, invece, vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare controcorrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente. Io ho fiducia in voi, e prego per voi. Abbiate il coraggio di andare controcorrente, e abbiate il coraggio anche, di essere felici!’’

Lavinia Lodi III D e Giulia Gibertini III D Liceo Classico Francesco Vivona Roma