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I costruttori di legalità si ritrovano a Roma

RomaGiovanni Falcone prima di morire disse che “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Oggi 500 ragazzi di 10 scuole di ogni ordine e grado si sono ritrovati per discutere e confrontarsi sul fenomeno mafioso. Partendo dalla figura di Giovanni Falcone e dall’approfondimento di momenti che hanno segnato la storia del nostro paese, gli studenti hanno mostrato i lavori fatti in classe, disegni, quadri, striscioni, video, canzoni tutti con un unico grande intento: dire no al fenomeno mafioso in qualunque sua declinazione. Una giornata che rappresenta la tappa conclusiva del progetto ‘Costruttori di legalità’, promosso dall’Istituto Professionale per i servizi, l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera ‘Amerigo Vespucci’ di Roma in collaborazione con la fondazione Falcone e con il sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Un lungo percorso che ha coinvolto più di mille studenti di 10 scuole di Roma e provincia che hanno partecipato ad incontri e laboratori con l’obiettivo di prendere consapevolezza che il contrasto alla criminalità organizzata parte dalle piccole scelte quotidiane di ciascuno di noi. “È stata una giornata entusiasmante perché c’erano tante scuole e soprattutto tanti ragazzi preparati – ha sottolineato Maria Falcone – Dietro tutto quello che hanno raccontato gli studenti, dietro i loro quadri, le loro canzoni, i loro video e le performance, c’è tanto lavoro, un lavoro appassionato di tanti insegnanti che sanno quanto sono importanti le idee di Giovanni per i nostri giovani”.

Presenti all’evento Paola Sciascia, dirigente del Miur e Gianpiero Cioffredi, presidente Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, che ha sottolineato come “Questo progetto della fondazione Falcone è molto importante perché è riuscito a coniugare la memoria di Giovanni Falcone e delle stragi con l’impegno nella nostra regione contro le mafie perché fino a qualche anno fa si negava addirittura la presenza delle mafie nel Lazio. Questo progetto contribuisce a creare ulteriore consapevolezza nei ragazzi che a Roma e nel Lazio ci sono clan di cosanostra, della ndrangheta, della camorra, ci sono le cosiddette mafie autoctone sodalizi criminali che sono nati nelle nostre città come i Ciarelli e i Di Silvio a Latina, i Fasciani e gli Spada ad Ostia. Le mafie originariamente hanno scelto Roma e il Lazio come piattaforma di grande riciclaggio che tende ad inquinare l’economia, l’impresa e la pubblica amministrazione”. Un’iniziativa che non ha lasciato indifferenti i ragazzi, come ci racconta Valeria “La mafia é una cosa brutta, è un mostro che va combattuto. Tutti noi bambini dobbiamo combatterlo senza paura”. Ognuno deve fare la sua parte piccola o grande che sia, come spiega Giovanni “Noi possiamo fare la nostra parte nonostante sia una piccola parte, i magistrati e gli insegnanti possono fare la parte grande. Noi dobbiamo aiutare i grandi a fare la loro parte, così anche noi possiamo crescere nella legalità”.