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Il cane e il serpente

 

Un giorno un serpente passava da un vicolo. Mentre strisciava, si accorse che c’era un signore ultracinquantenne che maltrattava il cucciolo di cane che aveva nel giardino, ma il cane si accorse che di lì passava il serpente e gli chiese se lo poteva aiutare, ma il serpente fece finta di niente.
Il serpente, quando arrivò alla sua tana, ripensò a cosa aveva fatto scegliendo di non far nulla, ma quando ci pensò, era ormai troppo tardi. La mattina seguente ripassò sempre da quel vicolo e rivide il cane che veniva bastonato: il serpente voleva entrare nel giardino per aiutare il cane, ma dopo ci ripensò e non entrò più perché anche lui aveva paura.
La notte ci rifletté sopra fino a quando non si addormentò e cadde in un sonno profondo ma agitato. La mattina seguente il serpente aveva paura a passare dal solito vicolo e passò dalla strada principale, ma anche da lì sentiva le urla del povero cucciolo.
Nel mezzo della notte si svegliò e ripensò a quello che aveva sentito il giorno e si avviò verso la porta del padrone del cane maltrattato, vi strisciò sotto senza fare rumore e andò dritto alla camera del padrone del cucciolo. Lo strinse così forte quasi da soffocarlo, perché gli faceva pena vedere il cane che riceveva quelle fortissime botte sulla schiena tutti i giorni. L’uomo perse i sensi e il serpente decise di lasciarlo vivere. Se ne andò e portò con sé il cucciolo di cane, ancora addormentato.
All’inizio il cucciolo se la prese un po’ e non volle parlare al serpente, poi gli disse che forse doveva spiegare al suo padrone che non doveva fare quello che non avrebbe voluto che facessero a lui. Il serpente disse che ormai quello che era successo era successo, e che l’uomo non avrebbe mai capito che era sbagliato maltrattare gli animali: da quel giorno tra i due nacque una bella amicizia che si spezzò mai.

Devid Carloni
Classe 1D – Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze