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Il museo

 

Chiuso. Il museo era chiuso, ora. Avete presente quella sensazione di silenzio, ma non di silenzio finto, da biblioteca? Sto parlando di quel silenzio che quando cammini i tuoi passi rimbombano come se fosse scoppiata una bomba, il museo era così.
Mi ero nascosto nei bagni del museo per rimanere quando non c’era nemmeno la guardia notturna perché si dice che succedano cose strane di notte, infatti ogni volta che riaprivano il museo la mattina trovavano avvertimenti sul muro o sagome di morti. C’è anche la leggenda di Abbey, a dire il vero: si mormora che una ragazza coi capelli rossi e gli occhi marroni, vestita di verde, fosse rimasta (proprio come me) dentro il museo in orario notturno e che quando i suoi genitori la iniziarono a cercare non la trovarono più. Fu soltanto molto tempo dopo, quando entrarono in una sala nel British Museum, che videro in un quadro qualcosa di nuovo: una bambina coi capelli rossi, gli occhi marroni, vestita di verde, che era Abbey! Da allora non è più uscita ed è morta nel quadro, dicono, allora io volevo vederci chiaro, tutto qui.
Mentre stavo passeggiando nell’area dell’antico Egitto, all’improvviso sentii un rumore strano: sembrava il rumore di pietre che sbattevano contro, mi voltai e vidi delle pietre sbucare dal terreno e attaccarsi al busto del faraone circondandogli le braccia, poi le gambe, finché il faraone si alzò, mi vide e cominciò a inseguirmi. Io scappai via all’impazzata: non potevo crederci, c’era davvero qualcosa di paranormale nel museo, ma non immaginavo cose così… Mi avviai verso le scale, mi fermai, il faraone si avvicinò e mi buttai dall’ altra parte, lasciando cadere il mio inseguitore egiziano per le scale, sfracellandolo pezzo per pezzo.
Vissuta quest’ esperienza traumatica, decisi di andarmene, ma non feci in tempo perché sentii dalla zona etrusca un altro rumore poco rassicurante. Questa volta il rumore era di pietra che si staccava,e vidi il toro alato etrusco che si alzava dalla base e prese a inseguirmi. Io scappai e notai che i muri cambiavano sempre e volevano portarmi in un luogo preciso. Dopo un po’ mi accorsi che avevo seminato il toro e vidi delle persone di un bassorilievo che mi dissero “Scappa da lui!”
Non capii che cosa volevano dire ma non potei pensarci troppo perché sentii dei passi e allora scappai ancora: entrai in una stanza e vidi la chimera che mi ringhiava contro, stava per attaccarmi quando sentii un urlo, era la statua dell’ Isola di Pasqua che spaventò la chimera, io andai nella zona egizia e vidi il busto di Nefertiti che mi disse: “Vai via da lui”
Io le chiesi chi era “lui”, lei mi rispose: “Noi non possiamo parlarne, ma se lui trova un umano di notte dentro al museo, quello non tornerà mai più a casa”.
Mi bastava per essere terrorizzato. Sentii dei passi e scappai. Ecco cos’era successo ad Abbey: era stata aggredita da “lui” e non era più tornata. Mi trovavo di nuovo nella zona etrusca e l’esercito del re si era liberato dal bassorilievo. Quegli antichi guerrieri mi inseguirono con le bighe ed armati con arco e frecce, io scappai verso una statua etrusca: “Ti prego,aiutami” dissi. La statua alzò la mano e gridò agli altri di fermarsi. Quell’esercito si bloccò all’istante, come se quei guerrieri fossero stati congelati da un incantesimo, io ringraziai la statua e scappai da quei pazzi, mi trovai davanti ad un altro basssorilievo etrusco e gli chiesi dovera l’uscita, loro mi indicarono la destra e andai lì, non sentivo più quel rumore di passi, pensavo di aver seminato”lui”, scappai girando un angolo e mi scontrai con qualcuno, e lo vidi…
Il giorno dopo, quando il museo riaprì nessuno si accorse di me, perchè ero finito come Abbey, dentro un quadro, per sempre….

Lorenzo Serafini
Classe 2D – Scuola Secondaria di primo grado “Pieraccini” di Firenze