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Il quartiere Monte Sacro

Il territorio di questo quartiere è stato abitato fin da epoca antichissima: ne sono conferma la scoperta di due crani del cosiddetto Uomo Saccopastore,  assieme a strumenti litici risalenti a circa 120.000 anni fa. Con l’avvento di Roma,  la leggenda vuole che sul Monte Sacro si recassero gli àuguri per i loro vaticini,  osservando il volo degli uccelli: da qui deriverebbe la sacralità del monte. Sempre sul Monte Sacro (o forse sull’Aventino) si ritirò la plebe nel 494 a.C. e nel 448 a.C.,  in una vera e propria rivolta contro il patriziato, che portò all’istituzione dei tribuni della plebe, degli edili plebei e di una assemblea rappresentativa, il concilium plebis, che appunto eleggeva i tribuni e gli edili plebei. Per ricordare l’evento, fu fabbricata una grande Ara a Iuppiter Territor, che accrebbe la sacralità del luogo. In quegli anni il territorio del quartiere, che si trovava ben lontano dalle mura cittadine, era al centro di vasti latifondi con “villae” patrizie e di liberti. La caduta dell’ Impero vide la sostituzione delle ville romane con i casali medievali ed un generale spopolamento del territorio, che restò comunque presidiato per motivi di difesa a causa della presenza del ponte Nomentano, presidio e punto di passaggio verso il nord del territorio laziale. La tradizione vuole che proprio sul ponte Nomentano si siano incontrati, nell’anno 800, papa Leone III e Carlo Magno.  Nel 1924, viene introdotto il nome di Città Giardino Aniene, per poi passare alla veste ufficiale di quartiere con il nome attuale nel 1951. Nella seconda metà degli anni sessanta,  prese corpo il quartiere contiguo di  Monte Sacro Alto, detto anche Talenti.

GAIA CIPOLLONI   PRIMA A
IC SINOPOLI FERRINI ROMA