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Il serpente e il topolino

 

 

C’era una volta un topolino bianco e irrequieto di nome Livio che gironzolava per il bosco. Un giorno, mentre cercava da mangiare, vide il serpente, l’animale più temuto dalla stirpe dei topi. Allora Livio cercò di scappare ma il serpente era molto più veloce di lui e lo acchiappò per la coda. Il topolino pregò di essere liberato e di risparmiargli la vita. Il serpente era molto malvagio e anche affamato, ma decise di lasciarlo stare, a patto che avesse partecipato a una gara di nuoto: il serpente non lo avrebbe mangiato solo se il topo fosse riuscito a vincere. Allora il topo andò subito nella sua casetta e raccontò l’accaduto alla sua famiglia. La moglie del topolino era molto preoccupata e gli propose di lasciare il quartiere di Topolandia e trasferirsi in un altro bosco. Livio, essendo un topolino sincero e molto onesto, decise di partecipare comunque, così prese ferie al lavoro e iniziò ad allenarsi per la sfida. Il serpente tornò ancora da Livio per decidere la gara. Il serpente si meravigliò vedendo il topolino nuotare ma non gli voleva far capire che aveva paura di lui, anzi, lo provocò: Livio però non gli diede importanza e continuò ad allenarsi. Passarono settimane e mesi, alla fine arrivò il giorno deciso: al lago era arrivato il serpente, mentre il topolino non si era visto. Il serpente era molto arrabbiato ma all’improvviso dal bosco spuntò il topolino, che era già in costume. Il giudice gabbiano fece iniziare la gara: i due stavano nuotando più forte che potevano, il serpente stava vincendo, però prese uno masso e affondò a picco. Livio, essendo un topolino veramente buono, lo salvò. Il serpente , visto il gesto nobile del topolino, lo lasciò libero e gli promise che la stirpe dei serpenti non avrebbe più minacciato i topi. Il popolo dei topi ne fu molto felice e decise di costruire una statua del serpente e di Livio a Topolandia perché tutti ne ricordassero la storia.

Mattia Restaino
Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze