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‘Informiamici’, la contraccezione a portata di studente

Roma – Il lattice che ci piace. E’ il titolo del progetto di comunicazione vincitore dell’iniziativa ‘Informiamici’ su contraccezione e contraccezione d’emergenza, ma anche su educazione sentimentale, bullismo, cyberbullismo e malattie sessualmente trasmissibili, promossa nelle scuole italiane dalla Societa’ Medica Italiana per la Contraccezione (Smic) e l’agenzia di comunicazione specializzata in progetti su salute e benessere DGM[box].

I progetti sono stati presentati stamattina al Centro Congressi Spagna a Roma, dove e’ stata anche consegnata ai vincitori, quattro studenti del liceo artistico ‘Caravaggio’ di Roma, una borsa di studio di 5.000 euro alla presenza del presidente Smic, il professor Emilio Arisi, e della curatrice dell’iniziativa, la dottoressa Maria Luisa Barbarulo.

140 studenti di cinque classi quarte dei licei artistici di tutta Italia sono stati chiamati ad affrontare, nel corso di 120 ore complessive di alternanza scuola-lavoro svolte da settembre in poi, un tema di estrema attualita’, quello della contraccezione. Questo e’ stato infatti l’argomento scelto nell’80% dei prodotti presentati (14 su 18), successivamente votati sui social network attraverso i ‘like’ per un totale di 450.000 utenti coinvolti e 600.000 visitatori della pagina ‘Informiamici’, dove sono stati postati i lavori. Numeri importanti in un momento in cui anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha sottolineato la necessita’ di informare i ragazzi sui rimedi anticoncezionali d’emergenza e di sviluppare, nelle donne di qualsiasi eta’, “un migliore livello di consapevolezza in merito a scelte cosi’ intime e importanti per la propria vita”.

Menzione speciale a quattro studentesse del ‘Caravaggio’ di Roma per ‘Il coraggio e’ fuoco, il bullismo e’ fumo’ e primo premio a Chiara Caponera, Nicole Castellano, Federico Natalucci e Vittoria Pellegrini, anche loro del ‘Caravaggio’, per ‘Il lattice che ci piace’. Il progetto racconta, con una serie di vignette effetto striscia e montate a poster, la curiosa vicenda dell’omino e della donnina delle toilette pubbliche. L’omino si innamora della donnina, che rifiuta le sue avance pensando alle conseguenze, finche’ lui si presentera’ con il preservativo, che talvolta pero’ puo’ rompersi o sfilarsi. Per questo, ricordano i ragazzi, esiste la pillola del giorno dopo, l’ancora di salvezza indispensabile quando si teme che il metodo contraccettivo abbia fallito, sia stato usato male o non sia stato usato affatto. Sul podio al secondo posto il liceo ‘Boccioni’ di Milano che ha proposto ‘Fallo sicuro’, claim scelto per una serie di manifesti che sensibilizzano, attraverso slogan piu’ o meno ironici, all’utilizzo dei vari metodi contraccettivi: ‘Sia per lui che per lei’ (preservativo maschile e femminile), ‘L’unica cosa che non togli’ (cerotto contraccettivo), ‘L’anello da non sfoggiare’ (anello vaginale), ‘Tutti i giorni alla stessa ora’ (pillola anticoncezionale), ‘Il tuo asso nella manica’ (pillola del giorno dopo). Gli studenti del ‘Rossellini’ di Roma, terzi in classifica, hanno scelto di parlarne attraverso una metafora calcistica: ‘Non sempre nella vita si vuole fare goal’, con la regola del fuorigioco nei panni della contraccezione d’emergenza e il goal in quelli di una gravidanza indesiderata.

“Sono felice che questo progetto si inserisca nell’attivita’ complessiva della societa’ scientifica di cui sono presidente (Smic, ndr), che cerca di darsi da fare perche’ le gravidanze siano scelte responsabili, non frutto di irrazionalita’ o di una disattenzione del momento”, spiega Arisi, che ricorda, tra le iniziative Smic, l’ebook ‘200 domande e risposte su contraccezione e contraccezione d’emergenza’ tratte dal sito mettiche.it e scaricato, ad oggi, da oltre 54.000 utenti. A proposito di contraccezione d’emergenza, il professore suggerisce alle donne di preferire l’ulipristal acetato, “per gli amici Upa”, efficace nel 98% dei casi di assunzione entro le 24 ore, al levonorgestrel, con un’efficacia che oscilla tra il 52% e il 94%. “Il prossimo anno dedichiamoci a demolire l’espressione ‘pillola del giorno dopo’, chiamata spesso anche ‘pillola dei cinque giorni dopo’- prosegue Arisi-. E’ infatti estramemente fuorviante perche’ la contraccezione d’emergenza agisce in maniera piu’ efficace quanto piu’ e’ vicina al rapporto presunto fecondante o a rischio. Spostando in avanti l’ovulazione, se la si assume dopo cinque giorni, la sua efficacia diminuisce. Quindi chiamiamola semplicemente contraccezione d’emergenza”. Per la prossima edizione di ‘Informiamici’ quindi Barbarulo propone di farsi aiutare proprio dagli studenti nella ricerca di un nome piu’ efficace per la pillola del giorno dopo “perche’ questa espressione tende ad essere fuorviante, in quanto si pensa di aver tempo per poterla prendere mentre invece sappiamo che prima si prende e meglio e'”.