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Io e la mia bici

Io, con la mia bici ho trascorso momenti memorabili ma ce ne è uno in particolare che mi sta più a cuore: quando ho imparato ad andare in bici senza rotelle. La voglia di imparare mi è venuta vedendo mia sorella che andava talmente veloce che io non riuscivo a starle dietro, e ragazzi più piccoli di me andare già senza rotelle; decisi quindi di imparare anche io.
Il giorno seguente incominciai a esercitarmi in garage con mio padre che faceva da istruttore, ci volle tantissimo tempo prima che imparassi e pur di riuscirci caddi più volte, alcune dolorose altre meno. All’ inizio mio padre mi doveva tenere il manubrio per non farmi cadere e più imparavo e meno lui mi aiutava. E proprio quando stavo per lasciarmi andare, ecco che una macchina doveva passare, quindi dovetti scendere per poi rimontare, senza più la sicurezza di prima. Da quel giorno le esercitazioni le continuammo in piazzetta, dove nessuno ci poteva disturbare ed è lì che per la prima volta mi lasciai andare. All’inizio era mio padre che mi aiutava a darmi la spinta, ma imparai a partire da sola, grazie ai miei genitori che fecero finta di incamminarsi verso casa, dimenticandosi di me ed io per la paura di non raggiungerli montai in bici, solo dopo, mi accorsi che avevo imparato a darmi la spinta da sola.
Ho scelto proprio questo fatto perché ogni volta che pedalo in bicicletta riprovo la stessa emozione che provai la prima volta: libertà.

Rachele Stefanelli 2 A
I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma