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Istituti tecnici, Miur: a 1 anno dal diploma 81% occupati

Roma – Balzo in avanti degli Istituti tecnici superiori – a 5 anni dalla loro istituzione in Italia – in questi primi mesi del 2017. A 12 mesi dal diploma, risultano occupati l’81% dei diplomati di cui 88% in un’area coerente con il percorso formativo. Solo per quel che riguarda le professioni tecniche in ambito informatico, ingegneristico e della produzione, nel primo trimestre dell’anno in corso sono state ben 13.240 le assunzioni contro le 6.620 del 2016.

Sono dati illustrati oggi al Miur, alla presenza del sottosegretario Gabriele Toccafondi, durante la premiazione delle ‘best practice’ tra gli oltre 2.000 percorsi di alternanza attivati in tutta la Toscana. Eppure, a fronte di una disoccupazione giovanile che supera il 40% sono molte le professioni verso le quali vi e’ una crescente domanda da parte delle imprese.

Il 38% dei profili ricercati, secondo lo studio presentato al Miur, sara’ introvabile nei prossimi tre mesi a causa dell’inadeguata formazione e qualificazione dei candidati (20,8%) e del ridotto numero di candidati (18%). Tra le professioni piu’ richieste, spicca la richiesta di tecnici, ai quali le imprese destinano il 15% delle assunzioni in programma tra gennaio e marzo. Quindi, tecnici in campo informatico, ingegneristico, produzione; tecnici del marketing, vendite distribuzione; tecnici amministrativi e finanziari, bancari; tecnici della sanita’, servizi sociali.

“Con gli Its- ha detto Toccafondi- vogliamo dare una risposta proprio a queste esigenze. Dando uno sbocco professionale ai ragazzi e una risposta alle imprese ascoltando il loro allarme e la loro richiesta. E’ paradossale che a fronte del 44% di disoccupazione giovanile ci siano 60mila aziende che cercano ma non trovano. Il percorso di alternanza scuola-lavoro e’ in parte una risposta ma e’ soprattutto una risposta il percorso degli Its”. Gli Its, “sono frequentati oggi da quasi 9mila ragazzi- ha aggiunto il sottosegretario- 370 sono i percorsi e 93 le fondazioni. L’81% di occupati e’ segno che quando scuola e mondo del lavoro dialogano a beneficiarne sono il sistema produttivo italiano, i ragazzi e le loro famiglie”.