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Khaled al-Asaad: l’uomo del 2015

Ad agosto 2015, la furia dell’ISIS ha raggiunto il sito archeologico di Palmira, patrimonio dell’Unesco e Khaled al-Asaad, archeologo siriano, ha deciso di non abbandonarlo, di provare a difenderlo fino alla fine. Una volta catturato dagli jihadisti, l’archeologo si è rifiutato di riferire loro dove avesse nascosto i reperti più preziosi e nonostante le torture e le minacce di morte, ha deciso di custodire il suo segreto ,venendo brutalmente decapitato pochi giorni dopo.  Il suo è stato davvero un atto eroico perché non c’erano in ballo vite umane o la salute dell’ambiente, in pericolo c’era la cultura, la  storia, la bellezza. Quanti avrebbero preferito cedere e sopravvivere? Ma Khaled al-Asaad non sopportava l’idea di vedere distrutto quello che forse aveva di più caro ed ha preferito provare a difenderlo. Quest’uomo ha dedicato più di cinquant’anni della sua vita a studiare questo luogo, conosceva la storia di ogni colonna, di ogni statua, di ogni centimetro di questa città e non avrebbe ceduto di fronte a niente ed a nessuno. Ha compiuto il sacrificio estremo: andare incontro ad  una morte atroce, pur di salvare i gioielli di Palmira. Egli ha vissuto nella bellezza ed è morto per difendere quella stessa bellezza, che deve rimanere patrimonio di tutti. I musei italian,i in segno di lutto, hanno deciso di mettere bandiere a mezz’asta,  ma tante dovrebbero essere le iniziative per risvegliare le coscienze alla tutela dell’arte. Per rendere onore alla sua testimonianza, il più grande gesto che possiamo fare per portare avanti la sua filosofia è quello di difendere la cultura, non farci intimorire da chi vuole distruggere la storia ed  il passaggio sulla terra di antiche popolazioni, che hanno contribuito ad essere ciò che oggi siamo.  Dobbiamo resistere perché la cultura è immortale e non saranno le bombe, la guerra o  l’ignoranza a fermarla.

MARCELLO FLAMINI TERZA A
IC SINOPOLI FERRINI ROMA