Kim Jong-un: verità o bluff?

Quando Kim Jong-un ha dichiarato di aver fatto scoppiare una bomba a idrogeno, tra i governi di tutto il mondo è nata la preoccupazione se si trattasse realmente di una bomba a idrogeno o qualcosa di altro.
Qualunque bomba abbia fatto scoppiare, l’agenzia degli Stati Uniti che monitora gli eventi sismici ha registrato un terremoto dell’intensità di 5,1 gradi della scala Richter nel nord-est della corea del Nord.
Il legislatore sud coreano Lee Cheol-woo ha detto che il collaudo di una bomba a idrogeno, quando ha successo, dovrebbe registrare una carica esplosiva di centinaia di chilotoni, mentre quella nord-coreana ha innescato un’esplosione di soli 6 chilotoni, il che fa pensare che il test non sia andato a buon fine.
Kim Jong-un ha inoltre rivelato che il suo paese era in grado di costruire una bomba atomica perché possiede la tecnologia necessaria.
Molto probabilmente la bomba test non era ad idrogeno, ma a “fissione rinforzata”, più potente di una bomba atomica tradizionale, che è ad un solo gradino di distanza dalla bomba ad idrogeno.
Qual è a differenza tra una bomba atomica e una bomba H? (Idrogeno o Termonucleare?), in parole povere: quella ad idrogeno è molto più potente di quella atomica tradizionale.
Ma cosa vorrebbe realmente la Corea del Nord con questi test di minaccia? Alcuni pensano che voglia aiuti umanitari e altri favori economici, altri invece pensano che voglia essere riconosciuta come Paese Nucleare, come il Pakistan.
Se ci fosse un attacco da parte della Corea del Nord quali potenze interverrebbero? Ovviamente è tutto relativo, perché mettiamo che un missile sorvoli il Giappone e cada in acqua, nessuno prenderebbe provvedimenti, ma se un missile colpisse la terraferma, gli Stati Uniti, il Giappone e sicuramente la Corea del Sud prenderebbero provvedimenti. Un paese che probabilmente non risponderebbe è la Cina.
Secondo me, Kim Jong-un con questo atto vuole impaurire gli stati del mondo, in modo da fargli capire che è pronto a tutto.

Andrieli Lepri III F
I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma