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La “guerra” a tavola, vegani e carnivori a confronto

ROMA – Questo 3 aprile è andata in onda una doppia intervista nel noto programma televisivo ‘Le iene’ al giornalista Giuseppe Cruciani e all’esponente del movimento etico tutela animali ambiente (M.E.T.A.) Valerio Vassallo. I due sono stati intervistati dopo che un gruppo di animalisti ha tentato di picchiare Cruciani fuori dalla sede di Radio 24 spinti dalle provocazioni del giornalista il quale si è presentato con un salame in mano a una manifestazione contro il maltrattamento degli animali.

Cruciani, che attualmente conduce il programma radiofonico ‘La zanzara’, sta infatti affrontando una battaglia contro quelli che lui chiama ‘nazivegani’ (i vegani estremisti) ormai da mesi; il giornalista si è scagliato contro gli animalisti con vari insulti ma anche portando in studio un coniglio morto e invitando un allevatore con un agnello destinato al macello. “Non me ne frega niente di chi pensa che la vita di un piccione sia come quella di mia figlia” dichiara Cruciani durante l’intervista “Essere animalisti non è una moda, è semplicemente rispettare gli esseri viventi” risponde Valerio Vassallo ad una provocazione del giornalista.

L’intervista presenta un accentuato dibattito tra i due ricco di insulti e parolacce. Attualmente si è inasprito il conflitto tra gli animalisti, in particolare vegani, e coloro che sostengono la classica dieta ricca di proteine, poiché i sostenitori dei due diversi pensieri non si limitano a cercare di diffondere la loro idea ma si scagliano gli uni contro gli altri tentando di primeggiare e provocando così scontri di ogni genere che sono diventati ormai difficili da placare, soprattutto quelli sul web caratterizzati da immagini e video molto forti e non adatti a persone facilmente impressionabili che mostrano le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi.

Valerio Vassallo nell’intervista ha inoltre affermato che in quanto animalista il suo scopo è quello di arrecare danno alle persone che non condividono il suo stesso ideale, ovvero quello di difendere gli animali e trattarli come nostri pari, ed è proprio per questo che gli animalisti si trovano contro persone come Giuseppe Cruciani, perché ognuno di noi è libero di seguire un qualsiasi ideale ma cercando di conservare una certa civiltà.

Vassallo ha affermato che “essere animalisti implica rispettare gli esseri viventi” ma subito dopo ammette di appoggiare coloro che tentano di arrecare danno a chi mangia carne o indossa le pellicce”. Sembrerebbe un controsenso che fa capire quanto le divergenze tra i due pensieri, portati all’estremismo, generano un aumento della violenza verbale e fisica che ha l’unico obiettivo di fare scalpore.
In Italia vegetariani e vegani sono il 7,1% della popolazione e non tutti certamente vogliono nuocere a chi invece la carne la mangia. C’è chi decide, ad esempio, di non mangiare cibi prodotti da animali o animali stessi per motivi di salute, a causa delle intolleranze oppure perché ci sono stati molti casi di malattie che venivano trasmesse dalla carne, come la sindrome della mucca pazza o l’aviaria. Dall’altra parte non tutti i ” carnivori” sono per così dire antivegani.

Di Virginia Stamegna – Liceo Dante Alighieri di Roma