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La scuola del futuro va in scena a Bergamo

Bergamo – Dopo l’esperienza dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di 1.300 docenti e dirigenti scolastici da tutta Italia, tornano a Bergamo gli “Stati Generali della Scuola Digitale”, giornata di condivisione, di riflessione e di dibattito sui temi della scuola digitale.

Cosi’ la Fiera di Bergamo e’ diventata stamane il punto di incontro e di confronto tra le migliori esperienze della scuola del futuro, incrociando le aspettative delle imprese e in particolare delle realta’ piu’ evolute dell’Industria 4.0, tutto questo in aperto dialogo con il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli (attesa per le 17.30), lo staff dirigenziale del Miur e con gli organizzatori dell’iniziativa, ossia il Comune di Bergamo, l’Ufficio Scolastico per la Lombardia di Bergamo, e l’associazione Centro Studi ImparaDigitale.

La giornata di lavoro, molto intensa, intende mettere a fattor comune le buone pratiche e definire una strategia condivisa di scuola innovativa, dare voce alla comunita’ scolastica, affrontare gli argomenti relativi al cambiamento in atto nella scuola, al rapporto scuola-mondo del lavoro, alle competenze digitali e soft skills nella prospettiva dell’industria 4.0. Un comparto strategico per il futuro dei giovani e dell’industria italiana. Presenti questa mattina diverse rappresentanze istituzionali del mondo didattico, dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Delia Campanelli, al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, fino al Capo di Gabinetto del Miur Sabrina Bono.

“C’e’ necessita’ di proseguire processo innovazione digitale in coerenza con il piano nazionale- ha detto Bono dal palco della Fiera orobica- e il vantaggio di avere un piano nazionale di mettere a sistema le migliori pratiche sulle metodologie innovative e soprattutto quello di avere piano pluriennale finanziato”. A detta del capo di gabinetto del Miur, come attestato da ricerca OCSE su 450 Paesi europei, “l’istruzione e’ leva di innovazione per i governi per contrastare la disoccupazione”, dunque come ogni rivoluzione industriale, “la rivoluzione industriale 4.0 parte dalle macchine ma ha bisogno di sviluppare competenze nella societa’ per funzionare”, dice Bono. Bono ha poi ricordato i dieci bandi Pon attivati dal Miur, con accento su quello della cittadinanza digitale, per cui sono stati stanziati 80 milioni di euro.

“Alla fine del secondo anno scolastico di applicazione del piano nazionale “scuola digitale” questo appuntamento e’ un momento fondamentale di confronto e di dialogo tra tutti gli attori dell’innovazione nel mondo scuola verso una didattica per competenze centrata sullo studente come protagonista del proprio apprendimento”, dice il sindaco orobico Gori. Come dice il primo cittadino, “per il secondo anno consecutivo Bergamo e’ sede di questo confronto: e’ la conferma di come la scuola bergamasca sia una delle piu’ attive del nostro paese”. Dunque, a detta di Gori “e’ nostra convinzione che per il sistema dell’istruzione sia arrivato il momento di cambiare paradigma, ponendo piu’ attenzione ai processi innovativi e al legame con il mondo del lavoro, soprattutto in termini di competenze di base”.

In fondo, “quando si parla di scuola digitale lombarda non si puo’ guardare a Generazione Web- spiega il direttore Campanelli- la prima iniziativa cofinanziata dalla Regione Lombardia e dal Miur per l’anno scolastico 2011-2012”, iniziativa volta alla trasformazione dei luoghi scolastici “che ha dotato di strumenti tecnologici 358 scuole, 3.300 classi e 75.000 studenti nella regione”. Da quell’iniziativa si e’ arrivati poi al piano nazionale che oltre alla tecnologia pone “modelli di apprendimento attivo e maggiore protagonismo dello studente”, continua il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, dunque “oltre ai mezzi” si e’ arrivati a una costruzione di “metodo attraverso la formazione” e oltre la didattica, “si sta puntando sul piano dell’organizzazione e dei servizi.”