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La verità nascosta

 

Era troppo tardi e Matt non si era fatto vivo. C’era un’aria sospetta e cupa, tutti i passanti sembravano aver appena rapinato una banca. I gatti si nascondevano dietro al buio delle baracche, dietro ai cassonetti, sembravano preoccupati per qualcosa , qualcosa che per Mary era molto strano. Metteva timore anche a lei, preoccupazione, quasi come fosse uno di quei gatti, come se lei fosse nei suoi pensieri… July stava dormendo, forse era meglio lasciarla in pace, mentre Laico si era svegliato, lo si sentiva da i suoi passi furtivi. Doveva essere salito su… Allora Mary salì nella sua camera, ma Laico non c’era. Lui era nel letto di Mary, forse anche lui era stato preso dalla preoccupazione, dal timore. Un brivido di terrore percorse Mary, poi sentì un urlo, forse di terrore. Mary scese lentamente le scale per paura di qualcosa che la tartassava, ma lei non capiva cosa. Si affacciò alla finestra e non vide nulla di strano, tranne che lo zingaro del paese, che camminava avanti e indietro, velocemente: sembrava preoccupato. Aprì la finestra e di nuovo un urlo le attraversò le orecchie. Era una donna che urlava, ma Mary non capiva da dove venisse quel suono agghiacciante. Tutto era buio, Mary non aveva voluto accendere la luce, aveva troppa paura. Allora, presa dalla preoccupazione, corse in camera sua, prese Laico e lo spostò più in là, e velocemente si mise sotto le coperte, con il volto coperto, come se le coperte potessero salvarla da qualcosa. Riprese a pensare a Matt, a dove fosse finito… Era così tardi, ma non aveva il coraggio di vedere l’ora, aveva troppa paura, era ferma, immobile nel letto, sotto le coperte con gli occhi sbarrati. All’interno le si vedeva la paura in faccia. Sembrava che il tempo si fosse fermato: voleva vederci chiaro, ma la paura per lei era una calamita che la attirava al letto, che non la faceva muovere. Qualcosa però la spinse a guardare fuori dalle coperte, a guardare l’orsacchiotto, perché aveva guardato proprio quello, perché non aveva guardato Laico. Nel buio quel tenero orsacchiotto che era usato per addormentato i bambini si era trasformato in un terrore spaventoso, un brutto ricordo di qualcosa mai accaduto… Tutt’a un tratto una voce dolce, al tempo stesso paurosa, di una giovane donna cominciò a cantare una struggente ninna nanna che fece addormentare Mary. Quella notte Mary sognò la sua giornata tipica, una normale giornata di lavoro. Ma la mattina Mary si sentì chiamare: era Matt , suo marito. Era una chiamata diversa da quelle solite, era una chiamata… terrorizzata e terrificante. Suo marito in lacrime le bisbigliò che Laico, suo figlio, era morto: era morto nel suo lettino, i medici avevano detto che era morto di paura… Mary si svegliò completamente e… realizzò che aveva sognato tutto, dallo zingaro agli urli, era tutto un sogno… per fortuna si trattava di uno stranissimo sogno in un sogno, anche se Laico era morto veramente, purtroppo. Penso che tutto quel sogno fosse un avvertimento per quello che sarebbe accaduto, ma per lei quel sogno non fu mai come un semplice sogno…

Maria Bertagni
Classe 1D – Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze