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Le “figlie del silenzio”

“Danzano nel mio cuore,
danzano ovunque accanto a me;
giocano, ridono, scherzano e ancora…danzano,
danzano quelle voci che nella fabbrica del silenzio:
hanno molto da dirsi, da raccontarsi…
Danzano e ancora, saltano da un capo all’altro delle parole, delle frasi, dei discorsi!
Danzano, dovresti proprio venir vicino per osservarle
Sai, sono lì, quali piccole e lievi gocce di rugiada che
al mattino coprono tutto d’una immensa, vellutata coltre di oblio.
Io le sento, eppure sono sordo;
le vedo, ma non ho occhi per contemplarle;
le percepisco , ma la mia freddezza m’impedisce di sfiorarle;
emettono un’armonia soave che …
solo l’orecchio, senza udito può’ leggere.
Un suono , ma che dico, una melodia, una sinfonia, una musica silenziosa!
Una nuvola di zucchero filato m’avvolge,
mi stritola e mi avvolge tra le braccia di Morfeo
Mi parla attraverso il liuto,
mi suggerisce, mi consiglia con il pianoforte:
danzano le mie belle,
le mie belle figlie:
m’addolora saperle lontano, abbandonate ad un destino irriverente.
Se mai le rincontrerò , non le scorgerò subito:
non saranno più così piccine, come quando le presi per la prima volta:
saranno cresciute , ma resteranno per sempre le mie figlie…
Le figlie del silenzio!”.

Orazio Pucci III B Liceo scientifico Istituto “G. Carducci” Comiso (RG)