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Le scoperte astronomiche di Galileo

 

Galileo sentì parlare di un giocattolo, realizzato nelle Fiandre, che riusciva a far vedere l’immagine di un oggetto ingrandita. Così lo prese e lo migliorò, arrivando ad avere un ingrandimento di nove volte, al fine di scorgere i nemici lontani che arrivavano tramite le imbarcazioni. Ma Galileo lo usò per cose molto diverse, perché lo puntò in cielo per scoprire gli astri e gli altri pianeti. Così fece molte scoperte astronomiche e scrisse un libro a questo riguardo, il Sidereus Nuncius (ovvero il messaggero delle stelle). Nel 1609 Galileo mostra la sua invenzione a dei senatori veneti, ricevendo come premio un posto fisso nell’università di Padova. In una sua prima osservazione del suo libro, affermò che la Luna non era perfettamente liscia e rotonda, bensì piena di crateri, mari e montagne molto più alte di quelle che si conoscevano all’ epoca. In seguito scoprì la luce cinerea e venne da lui dimostrato che questa luce non è prodotta né dalla luna né dalle stelle e neanche dai raggi del sole ma è la Terra che illumina la Luna e, quando quest’ultima rivolge verso di noi la sua metà all’ombra, la Terra rivolge verso la Luna la sua metà illuminata. Nella seconda osservazione Galileo scopre che le stelle fisse sono più distanti dei pianeti e che sul Sole sono presenti delle macchie che vanno da Est a Ovest, affermando che il Sole ruota su se stesso. Inconsapevolmente Galileo diventa il primo a scoprire che intorno al globo di Saturno c’è qualcosa e disegna sul libro la costellazione di Orione, dove ci sono molte stelle facilmente visibili. Poco dopo punta il cannocchiale verso la Via Lattea. Con questa scoperta finisce l’epoca del piccolo cosmo geocentrico e comincia quello delle scoperte delle galassie. Nel 1610 osserva Giove e, in particolare, dei punti che poi scoprirà essere dei corpi celesti, molto vicini al pianeta. All’inizio ne nota solo tre e poi scoprirà essercene un quarto. Dopo molte settimane di osservazione Galileo concluse la sua ricerca affermando che quelli erano satelliti di Giove, e li nomina “medicei”. Infine studia le fasi di Venere, regolari come quelle della Luna. Dopo un ragionamento, Galileo sostenne che Venere orbiti intorno al Sole e non alla Terra e che quindi quest’ultima non sia al centro dell’universo, come si credeva. Il Sidereus Nuncius venne poi messo all’indice dopo essere stato pubblicato perché conteneva supposizioni che andavano contro quelle della Chiesa. Per questo Galileo venne messo agli arresti domiciliari a vita e morì dopo essersi reso conto di aver scoperto un fatto che avrebbe cambiato per sempre la vita delle generazioni future.

Vieri Manetti
Classe 2D – Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze