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Lo scoiattolo, il puma e un ospite inaspettato

 

C’era una volta uno scoiattolo chiacchierone che si chiamava Jeremy e viveva in una fabbrica. Un giorno per strada vide una ghianda sopra un albero. Cercò di prenderla ma l’albero era dentro uno zoo da dove era scappato un puma di nome Jack, che si mise davanti all’albero per non far passare nessuno: lo scoiattolo però non lo vide e salì sull’albero per prendere la ghianda. Il puma lo vide e cercò a tutti i costi di buttarlo giù, ma invece lo scoiattolo salì sempre di più e quindi dentro di sé si disse:”Forza, Jeremy, che ce la fai!”
Arrivò quasi alla fine dell’albero, là dove era posta la ghianda, però lo scoiattolo non si accorse del puma che piano piano e molto silenziosamente aveva iniziato ad arrampicarsi per catturarlo. Lo scoiattolo non se ne accorse, ma quando si fermò per una pausa, fu allora che vide il puma, che gli disse: “Cosa ci fai quì in questo albero, anzi nel mio albero?”
Lo scoiattolo subito gli rispose: “Primo, questo non è il tuo albero, ma è di tutti. Secondo, avevo fame e ho visto una ghianda sull’albero, quindi la volevo prendere solo perché avevo un po’ di fame”. Allora da lì cominciò un acceso litigio tra i due: il puma rincorse lo scoiattolo per tutto lo zoo, però la ghianda restò sull’albero. Dopo un grande litigio, non si sa come, lo scoiattolo riuscì a liberarsi dal puma e riprovò a prendere la ghianda, ma stavolta davanti all’albero c’era un’altro animale, un gorilla di nome Bruno che era lì a proteggere l’albero. Ma Jeremy lo scoiattolo riuscì a salirci per riprovare a prendere la ghianda, solo che quando arrivò quasi in cima, si fermò un’altra volta; soltanto allora il gorilla lo vide e salì sull’albero, però lo aiutò a prendere la ghianda.
Alla fine il puma venne ritrovato e catturato, il gorilla e lo scoiattolo dinventarono amici così tanto che andavano allo zoo insieme a rivedere il puma. Un giorno il puma tentò di aggredirli e lo scoiattolo gli disse: “Peccato, c’erano le sbarre” …e i due amici, felici, andarono via mangiando un gelato.

Alessio Fabbri
Classe 2F – Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze