giornalisti-in-erba

Lo zoo interplanetario

 

Hugo non aveva sempre il sorriso caldo e accogliente che aveva sulla Terra , non era più il solito pagliaccio di sempre, era diverso. Non aveva mai voglia di scherzare e odiava ridere, come pure non sopportava di ascoltare le risate altrui. Aveva un sacco di segreti, anche se ora viveva a milioni e milioni di chilometri lontano dalla Terra ce li aveva.
Infatti alcuni animali se li teneva per sé e non li portava mai a far vedere sulla Terra e al popolo terrestre. Mai. Ma quando io lavoravo per lui sulla sua astronave non mi interressavano tanto gli altri animali ma mi interessava la porta che teneva sempre chiusa a chiave. Di notte quando stavo per andare a letto dalla stanza si udivano strani rumori e un battito frenetico di ali ma non un qualsiasi paio di ali: da quello che sentivo dovevano essere enormi. A volte mentre dormivo avevo paura che la “cosa” dietro la porta mi sbranasse vivo, finché una notte di inverno presi tutto il coraggio che avevo e entrai nella stanza. Dentro c’era l’animale più stupendo del mondo: era un’aquila reale con il corpo di un leone . Ma la cosa che mi colpì di più erano le ali. Erano enormi. Nere come la pece ma brillanti quanto la Luna. Richiusi immediatamente la porta e tornai a letto. Ma da quel giorno ma chiusi occhio la sera avendo paura che il mostro che c’era dietro quella porta mi avesse ricambiato la visita…
In fondo bisogna stare attenti quando appartieni all’antica razza dei minuscoli ittar, simili nella forma a dei grossi topi di fogna eretti, dei ratti, insomma…

Caterina Cavarai
Classe 1A – Scuola Secondaria di 1° grado “Pieraccini” di Firenze