Madame Butterfly

 


La pioggia: una delicata cascata di lapilli incandescenti che, disordinatamente mi picchiettano le membra. La mia mente è estranea al dio Morfeo che, con i suoi virtuosi e ancestrali sogni, infonde ardenti desideri nei nostri animi più vuoti. Il vento e le “tempeste di sabbia rossa” sconvolgono l’ordine , di per sé già caotico, del mio manto e dell’erba alta nella quale io mi trovo immerso. Il cielo: un turbine di colori inclini al grigio e al blu topazio del tardo crepuscolo. Poi all’improvviso…un brusco rumore scombussola il mio ego vigile e indaffarato in inutili sollazzi; mi sento come Dante nell’erta collina…Lentamente il brusco rumore si va materializzando in una sembianza di giovane dall’animo puro che, con nonchalance, mi portò in un abbeveratoio: sede del mio momentaneo nettare. Bastarono due semplici carezze per assopirmi, ipnotizzarmi, gettarmi tra le braccia di Morfeo ! Le dita di un umano avevano per la prima volta sfiorato il mio gracile corpo senza maltrattarlo, catturarlo o farne scempio. L’angelo con occhi cerulei e sinceri, con le dita delicate e pure mi pose dolcemente sulle sue spalle e mi portò via con sé, rubandomi …definitivamente dalle grinfie di un inesorabile destino che avrebbe segnato o, forse, cancellato la mia vita per sempre. Non mi tagliarono le ali, bensì me le riattaccarono, senza farmi male, per farmi spiccare nuovamente il volo verso cieli ebbri di odore e sereni.


Orazio Pucci 3B Liceo Scientifico “G. Carducci” – Comiso(RG)