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Al Magarotto di Roma bimbi cantano con mani e ascoltano con pancia

Roma – Un ‘coro’ di piccole mani bianche potrebbe essere tra i protagonisti della cerimonia nazionale che inaugurera’ il prossimo anno scolastico. La proposta, con cui l’I.C. Magarotto di Roma ha risposto a un bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, riguarda la possibilita’ di sottotitolare in LIS (Lingua Italiana dei Segni) l’Inno di Mameli che sara’ intonato durante la manifestazione. Non e’ la prima volta che gli alunni della scuola, che ha sede a via Nomentana, portano avanti un’iniziativa di questo tipo, traducendo in gesti parole di brani musicali con le mani guantate di bianco. Organizzato dall’insegnante Lucrezia Di Gregorio, il ‘coro di mani bianche’, cosi’ chiamato dalla preside del Magarotto, Isabella Pinto, si e’ gia’ esibito durante la Partita del cuore, su invito di Gianni Morandi, e a maggio per la Corte di Cassazione in occasione della ‘Giornata della memoria’ per le vittime del terrorismo e delle stragi. Lo racconta a Diregiovani la dirigente, ricordando anche la traduzione in LIS della ‘Cenerentola’ di Rossini, che nelle scorse settimane e’ arrivata sul palco del Teatro Argentina.

“I bimbi, sia udenti che sordi, non ripetono meccanicamente i testi, ma li studiano e li comprendono sotto la guida dei docenti. Nella nostra scuola, bimbi sordi e udenti studiano insieme grazie a un’impostazione che predilige piccoli gruppi-classe e dove non ci sono insegnanti di sostegno, ma insegnanti unici con una preparazione specifica coadiuvati da assistenti alla comunicazione, per i quali pero’ ultimamente le risorse sono sempre piu’ esigue”, afferma Pinto. A Roma, il Magarotto (che ha sede anche a Torino e a Padova ndr) e’ anche scuola superiore, con una sede a via Casal Lumbroso. Qui i ragazzi, oltre ad aver costituito il loro coro sotto la guida di Mimma Infantino, hanno preparato una coreografia insieme a Daniela Sdao, professoressa e ballerina professionista, seguendo il ritmo delle vibrazioni che sentivano nella pancia. “Si sono divertiti e si sono sentiti normali- ha detto la preside- anche se in realta’ gia’ lo sono, per noi la sordita’ non e’ una difficolta’ se pensiamo ai ragazzi con polihandicap che frequentano l’istituto. Noi mettiamo i ragazzi sordi in condizione di fare tutto e oggi la tecnologia da’ loro un grande aiuto”.