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Mamma, papà, dove siete?

 

Tom viveva in un paesino vicino a San Francisco. Era solo un ragazzino e aveva paura di tutto, figuriamoci della situazione che gli era capitata poco prima. Quel giorno Tom si era svegliato e non aveva trovato i suoi genitori. Allora aveva deciso di andare da suo nonno, un tipo stravagante che viveva in una grotta sulla collina perché quando la moglie era morta aveva deciso di stare da solo. Tom, arrivato da suo nonno, lo trovò in fin di vita: le sue ultime parole erano proprio rivolte al nipote. Gli disse che lui non avrebbe dovuto abbandonare i suoi genitori e che sarebbe dovuto andare al cimitero per trovare degli indizi e gli raccomandò di non fidarsi di nessuno. Tom non ci pensò su neppure un secondo e corse via. Appena arrivò al cimitero trovò una tomba aperta e delle impronte che andavano verso il lago. Tom si ricordò le parole sagge di suo nonno… ma decise di andare ugualmente al lago. Il cielo era scuro e d’un tratto tutto fu avvolto da una nebbia fitta. Tom all’improvviso non seppe più dove andare e vagò per ore. Con i primi chiarori del mattino riuscì a trovare la strada di casa. Quando entrò si mise a frugare nelle cose dei genitori e trovò il diario di suo padre. Lo sfogliò velocemente finché trovò una pagina che raccontava di un detenuto con un occhio solo e con il tatuaggio di un dragone che sputava fuoco: pare che l’uomo fosse imprigionato nella prigione di Alcatraz per aver ucciso la moglie ed i figli, e che si divertisse a fare strani esperimenti sulle sue vittime. Tom si ricordò che suo padre era il direttore della prigione prima che chiudesse e che più volte questo prigioniero lo aveva minacciato. Così il ragazzo corse dalla polizia e spiegò l’accaduto. Gli agenti cercarono nei documenti dei prigionieri e si accorsero che il detenuto era stato liberato una settimana prima. La polizia andò a cercare l’ ex detenuto, che però era volato a Parigi per farsi una nuova vita: i poliziotti dunque dissero a Tom che la sua era solo una storia di fantasia.
Da quel giorno drammatico passarono molti anni, Tom era diventato adulto e aveva una casa sua. Un giorno, nella sua cassetta della posta, iniziano ad arrivare dei bigliettini su cui c’erano scritte storie un po’ inquietanti a firma anonima. Tom, incuriosito, andò nel luogo citato nelle lettere senza dire niente a nessuno e appena arrivò lì… cadde a terra svenuto. Si risvegliò in una gabbia ed intorno c’erano altre gabbie con altre persone dentro e vide in una di queste i suoi genitori ormai vecchi. Tom, felicissimo di aver ritrovato i genitori quando ormai non ci sperava più, cominciò a pensare a un modo per scappare. Nella sua tasca trovò un ago, non era strano perché lui di lavoro faceva il sarto e spesso se li dimenticava: lo prese mentre stava arrivando un uomo con un coltello per uccidere gli altri tre ragazzi che si trovavano nella gabbia con lui . Appena il signore mascherato aprì la gabbia ,Tom gli saltò al collo ferendolo con l’ago e togliendogli il coltello di mano. Lo chiuse nella gabbia mentre lui uscì e subito liberò gli altri prigionieri. Così Tom riuscì a scappare e a denunciare il fatto alla polizia che arrestò i colpevoli. Questi uomini, guidati dal killer di Alcatraz, rapivano le persone per fare esperimenti su di loro ed arricchirsi con le loro scoperte. Tom aveva scoperto la verità, ma soprattutto era felice di aver ritrovato i suoi genitori. Organizzò una festa a sorpresa per il loro ritrovamento e finalmente tutti ricominciarono a vivere serenamente.

Mattia Restaino
Classe 1D – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze