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Mare nostro

 

Guardo la tua immensa distesa
e penso a quanto siamo piccoli.
Guardo le tue onde impetuose
e tremo di paura.
Guardo la tua morbida schiuma
e mi viene voglia di tuffarmi.
Il sole d’estate si specchia sulle tue praterie
e la sua luce fa brillare l’orizzonte.
D’inverno invece
le cupe e gonfie nuvole piangono quando ti agiti
e, scomposto, fai dimenare le barche.
Sei fonte di vita,
mille e più esseri popolano i tuoi spazi infiniti,
dal plancton invisibile
alle imponenti balene.
Tutto ha un equilibrio perfetto
se non fosse per la stupidità dell’uomo
che butta tra le tue onde
rifiuti di ogni tipo.
Enormi tartarughe rimangono intrappolate tra le reti,
bellissimi uccelli nelle onde di oro nero,
simpatici delfini riempiono lo stomaco
di sacchi di plastica.
Perché?
Perché siamo così stolti da non rispettarti?
Finiremo mai di pensare che tu
possa sopportarci all’infinito?

 
Costanza Baschi
Classe 2D – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze