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Maturità, Leonardo: “L’esame? Molto più leggero di quello di mia mamma”

Roma – Gli esami sono vicini, cantava Venditti nella notte piu’ lunga che ogni studente ricordi. Anche se qualcuno e’ riuscito a fare della matematica un mestiere, la maturita’ resta per ogni italiano di ieri e di oggi tappa di vita, ricordo indelebile.

Ma come stanno vivendo il countdown i maturandi del 2017? E come hanno vissuto gli esami finali i loro genitori? Lo abbiamo chiesto a Leonardo, studente al quinto anno del liceo delle scienze applicate ‘S. Cannizzaro’ di Colleferro, in provincia di Roma, e a sua madre, Emanuela, diplomata nel 1981 all’istituto tecnico commerciale.

E’ tranquillo, Leonardo, che ha scelto di portare una tesina sul design sviluppato nelle aziende di Adriano Olivetti, passando per l’analisi del funzionamento del tubo catodico, i ‘Racconti romani’ di Moravia e ‘La nuvola di smog’ di Calvino, il boom economico americano degli anni Venti partendo dal ‘Tu vuo’ fa’ l’americano’ cantato da Carosone e l’analisi geologica del fallimentare progetto che ha portato nel 1963 al disastro del Vajont.

“Mi sto preparando alla maturita’ con molta tranquillita’ perche’ so che abbiamo gli strumenti necessari, grazie anche all’aiuto dei nostri professori”, racconta Leonardo, chitarrista, pianista e fotografo nel tempo libero, con un’iscrizione ad Ingegneria informatica in cantiere. “Un po’ di ansia sicuramente c’e’, non puo’ mancare perche’ e’ comunque la fine di un percorso e devi fare bella figura”, aggiunge Leonardo che confessa di essere terrorizzato dalla seconda prova, quella di matematica: “Secondo me e’ fatta da persone che ci capiscono ma non si rendono conto di chi hanno davanti. Speriamo che i professori ci diano una mano”, aggiunge lasciandosi scappare un “secondo me e’ pure lecito copiare alla seconda prova”. A Leonardo pero’ impegno e buona volonta’ non mancano: “Ci stiamo riunendo a scuola con i nostri professori per alcune lezioni extra delle materie che ci preoccupano di piu'”. E ammette: “La maturita’ e’ diventata una cosa molto piu’ leggera rispetto a quella dei nostri genitori”. Sara’ vero?

“Avevamo una commissione completamente esterna, avevamo due materie scritte e due orali da portare, pero’ in realta’ erano quattro e potevano essere cambiate nelle ultime 24 ore- racconta Emanuela-. Si iniziava a studiare la mattina presto, intorno alle sei, venivano due tre amici a casa a studiare e mia madre preparava la colazione per tutti”, prosegue e, con un po’ di amarezza ricorda: “Facevamo tantissimi esercizi, poi quel giorno non e’ uscito nessuno degli argomenti su cui ci eravamo allenati”. Una maturita’ ottenuta senza crediti, quella di Emanuela, in cui “dovevamo basarci su come andava l’esame” e per questo “molti di noi sono stati penalizzati”. “Magari con il passare del tempo uno ci ride pure su, ma quel giorno c’era agitazione”. Il consiglio di mamma Emanuela per affrontare al meglio le prove? “Prepararsi per arrivare piu’ sicuri quei giorni, studiare e stare tranquilli”. E per il giorno dell’esame un grosso “in bocca al lupo”.