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Moringa, la pianta miracolosa

 

La moringa è una pianta con foglie verde smeraldo e fiori bianchi, ha un sapore che ricorda quello degli asparagi e un’altezza che può arrivare a dieci metri, è una pianta conosciuta anche con il nome di “albero miracoloso” o “albero della vita” perché possiede delle proprietà curative che non tutte le piante hanno. Appartiene alla famiglia delle moringacee e cresce in India e ai piedi dell’Himalaya, ma viene coltivata per lo più nelle zone tropicali ed equatoriali del pianeta, soprattutto in Etiopia, Filippine e Sudan. In Sud America si trova a Cuba, nella Repubblica Dominicana, in Paraguay e in Argentina. La moringa, inoltre, è l’unica pianta che ha ogni tipo di amminoacido. La produzione della foglia verde può superare 300 tonnellate per ettaro in un anno. Ha decine di proprietà medicinali e i suoi effetti sull’apparato digerente sono molto buoni ma non si dovrebbero superare i 30 grammi al giorno. Alcuni ne consumano più in forma di tè, o in polvere, con ottimi risultati grazie anche alle sue qualità sedative che sono utili per il riposo. L’Istituto di Biotecnologia di Cuba, famoso per la sua ricerca nel campo dell’innovazione medica, ha sviluppato vaccini anti-cancro a base di moringa. Della moringa si possono mangiare frutti, foglie e fiori, tanto che viene inserita nelle ricette della cucina vegana e le sue proprietà benefiche sono davvero numerose: è ricca di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie che la rendono efficace nella protezione del sistema immunitario, favorisce una buona circolazione e una digestione sana, riequilibra il metabolismo, regola i livelli ormonali, tratta l’acne e garantisce una pelle più morbida.
I suoi impieghi curativi nell’ambito della medicina naturale spaziano dalla cura del raffreddore e della febbre all’impiego nel trattamento di infiammazioni e di problemi digestivi o di ipertensione ma è usata anche per il diabete, per il mal di testa e per altre centinaia di disturbi. La Fao afferma che è ricca di proteine, vitamine A, B, C e minerali, l’Icraf (Centro agroforestale mondiale) invece sostiene che può essere utilizzata come equivalente degli spinaci perché le foglie contengono calcio e ferro.

Alice Jennifer Ruffo
Classe 1B – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze