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Nao challenge, Tassinari in finale

ROMA – Si sono svolte a Pozzuoli le semifinali della competizione di robotica che coinvolgono gli istituti superiori del Paese. Diregiovani ha incontrato il Turing Team, rappresentante dell’Istituto Tassinari, che sfiderà gli altri finalisti il 5 maggio a Bologna.

Ciao ragazzi, diteci di voi: di dove siete, quanti anni avete e quale scuola frequentate.

Il nostro team è composto da 10 ragazzi, siamo Daniele, Laura, Domenico, Ciro, Santolo, Francesco, Eleonora, Vincenzo, Francesco e Adrano provenienti da vari indirizzi del nostro istituto (chimico, informatico e meccanico). La nostra età è compresa tra i 16 ed i 18 anni e frequentiamo il trienno dell’ISIS Tassinari, gestito dal Dirigente Scolastico Teresa Martino

La vostra scuola ha partecipato alla competizione di robotica “Nao Challenge”, ci parlate di quest’esperienza?

La Nao Challenge è una competizione di robotica a cui il nostro istituto, l’ISIS Tassinari di Pozzuoli, partecipa già da qualche anno. La competizione quest’anno è dedicata agli anziani e prevede 4 prove: la presentazione della squadra in cui il robottino Nao interagisce con noi membri del team, “Nao aiuta”, precisamente un anziano in varie attività quotidiane, Nao we show in cui Nao intrattiene gli anziani per farli divertire ed infine la prova social in cui verremo valutati per le interazioni che abbiamo sui nostri social alle pagine Turing Team 2018

Avete scelto “Turing team” per il nome della vostra squadra, da cosa è nato? 

Abbiamo scelto questo nome per proseguire il percorso che la scuola ha cominciato due anni fa. Il nome è, come è facile dedurre, in onore del matematico Alan Turing, il quale fu incaricato dal governo inglese per decifrare il codice di enigma, una macchina tedesca che serviva per decriptare i messaggi tedeschi. Come Enigma può decifrare tutti gli enigmi, così noi, affascinati dalla complessità di questa macchina, l’abbiamo paragonata alla complessità del robot Nao.

Qual è il rapporto tra voi ragazzi? C’è sinergia? Se sì qual è il filo conduttore?

Tra noi ragazzi c’è molta sinergia. Il filo conduttore pensiamo sia la robotica e l’informatica, ma anche lo sviluppo delle tecnologie visto che veniamo tutti da indirizzi scientifici e crediamo fortemente nella tecnologia ed in tutte le sue applicazioni.

Quale sarà lo step successivo dopo queste semifinali vinte?

Lo step successivo saranno le finali che si terranno a Bologna il 5 Maggio. Vogliamo dare il meglio e rendere le nostre prove mozzafiato. Il nostro obiettivo sarà lasciare i giudici a bocca aperta!

Si parla sempre più di unire teoria e pratica, credete che eventi come il Nao challenge possano essere utili a questo scopo?

Nao Challenge è l’unione perfetta di teoria e pratica. È la giusta occasione per praticare i linguaggi di programmazione che si studiano a scuola ed anche per impararne di nuovi. Noi del team abbiamo fatto di tutto di più, dalla programmazione, al teatro ed al bricolage. Le competenze necessarie per partecipare alla gara sono svariate e coinvolgono certamente l’applicazione pratica di importanti principi teorici.

Il futuro presenta nuove opportunità e nuovi lavori e l’idea che le macchine ci sostituiranno completamente è sempre più attuale: cosa ne pensate al riguardo? 

Pensiamo che le macchine non potranno mai sostituire l’uomo in tutto e per tutto. I robot non potrebbero mai funzionare senza un cervello che da dietro pilota le loro azioni. Sicuramente sono una risorsa più che vantaggiosa che si diffonderà sempre più con il passare degli anni.