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Natale 2880: il mondo è contro di me

 

Yeo347 è un bambino come noi, solo nel futuro. Lui
è figlio di una famiglia ricca e molto inportante nell’anno 2880, ma è sempre molto triste perché non riesce a dimenticare il giorno in cui ha perso il suo migliore amico in un incidente di Wilwos (tavola volante), quindi i genitori cercano di comprargli tante cose ma lui resta rinchiuso in camera sua a piangere e non mangia né beve né dorme. Il giorno di Natale andò alla tomba del suo amico, in Georgia, nel cimitero sotterraneo della sua città volante (nel futuro non si vive più sulla Terra ma in aria in case che lievitano sopra la coltre di smog che avvolge il pianeta per colpa degli scarichi delle macchine degli uomini del passato). Yeo347 ci arriva grazie a un sistema di teletrasporto inventato dallo scienziato Rtk573, che ha anche creato la macchina volante, che ormai nessuno usa più per via delle bolle di vetro che proteggono le città e contengono un accumulo di case senza porte e quartieri senza strade, perché tutto si raggiunge grazie ai teletrasporti. Era arrivato lì con suo babbo e sua madre e lasciarono sulla tomba un mazzo di fiori e un regalo, però Yeo347 sapeva già che nessuno lo avrebbe aperto. I suoi genitori hanno comprato un volo per andare in vacanza su Marte, dove è nato il padre, come un tempo erano andati su Venere, dove è nata sua madre, però durante il viaggio da un portale al lato opposto del Sistema Solare Yuo347 si è perso ed è finito su un pianeta molto lontano ancora inesplorato, quindi si ritrova solo e triste. Il giorno della vigilia di Natale, quasi un anno dopo, comincia a esplorare il pianeta pieno di venti e di crateri però il pianeta era verde come non si era mai visto in tutta la galasia conosciuta.Yeo347 si costruì una piccola capanna di legno con le foglie di un albero di un frutto gigante, però l’albero era piccolo quanto lui e i frutti commestibili con un retrogusto di fragola. Passata la notte, Yeo347 rimane nel suo “letto” sentendo strani rumori come fruscii e parole di un dialetto che aveva sentito da qualche parte, peccato che non si ricordava dove. Uscì per vedere e si rese conto che erano degli umani un po’ meno evoluti che parlavano un tipo di dialetto latino distorto e si ricordò di suo nonno che parlava quella strana lingua e dopo ore, ore, ore, ore e ore capì come tornare a casa o almeno tentare: costruirono un razzo. Era il secondo Natale più brutto secondo i suoi genitori ma Yao347 pensò che fosse il più bello, anche più bello di quello che passato coi genitori prima di perdere suo nonno perché scoprì più cose di lui e di quella civiltà che andando a scuola e parlando coi suoi genitori. E da allora divenne un banbino sereno e aperto, sembrava rinato e non scorderà mai l’esperienza sul pianeta Terra.

Marcus Ciocan
Classe 2B – Scuola Secondaria di 1° grado “Pieraccini” di Firenze