giornalisti-in-erba

Niki Lauda: l’incidente del 1976

Ci troviamo in Germania per il Gran premio di Formula 1 il primo di agosto 1976, sul temuto circuito di Nürburgring. La gara ha inizio con una pioggia molto intensa e, come si dovrebbe, Niki Lauda mette le gomme da pioggia che però gli danno uno svantaggio, al punto che già al primo giro cambia gomme e riparte con quelle da asciutto. Sulla curva a Bergwerk, a causa delle gomme fredde e da asciutto, la macchina ha poca aderenza al suolo e si schianta su una roccia a bordo pista. L’impatto è fortissimo e Niki Lauda perde il casco mentre  dal serbatoio esce benzina, che prenderà fuoco e la vettura è in fiamme,  compreso l’abitacolo da cui  Lauda non riesce ad uscire. Per finire, anche altre vetture si scontrano con quella di Lauda. Grazie ad alcuni compagni che si sono fermati fortunatamente a soccorrerlo, Lauda è ancora vivo. Arturo Merzario lo tira fuori ma il pilota ha gravissime ustioni e per di più, ha inalato gas e fumi dannosi per i polmoni. Tutti lo danno ormai morto ma lui viene subito portato all’ospedale di Mannheim e ricoverato. Tre giorni dopo, dopo essersi accertati della stabilità fisica del pilota, i medici lo trasferiscono all’ospedale di Ludwigshafen, specializzato in gravi ustioni. Dopo 42 giorni dall’incidente ed una terapia intensiva, Lauda decide, con grande sorpresa di tutti, di ritornare in pista al Gran Premio d’Italia e cercare di recuperare quel che ha perso e quel che non è riuscito a fare il suo sostituto Carlos Reutemann, sempre con la Ferrari. Purtroppo non vince il campionato: ha il  distacco di solo un punto da James Hunt, suo rivale da sempre, ma rimarrà sua la vittoria morale. Resterà sempre impresso nel cuore di tutti il coraggio del pilota e la sua determinazione nel non arrendersi mai e continuare a lottare sempre. Niki Lauda continuerà a gareggiare per molti anni ancora e vincerà diverse competizioni e gran premi nel corso della sua lunga carriera.

MICHELE POE   TERZA A
IC SINOPOLI FERRINI ROMA