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Non siate impazienti! Rischiate d’invecchiare…

 

Essere impazienti? Fa male! E non solo psicologicamente, per la spiacevole sensazione che ne deriva, ma anche (e qui sta la scoperta di un recente studio) fisicamente: fa invecchiare prima. Infatti, dei ricercatori americani e singaporiani hanno pubblicato sul “Proceedings of the National Academy of Sciences” uno studio in cui emerge una correlazione fra i caratteri impazienti e la lunghezza dei telomeri del Dna, che giocano un ruolo assai importante nell’invecchiamento cellulare. Sono plurime le teorie, ma secondo quella più accreditata i telomeri servono a proteggere i cromosomi, accorciandosi con la divisione della cellula umana, fino a quando le cellule non sono più in grado di dividersi e finiscono per morire: di questo parliamo intendendo l’invecchiamento cellulare; nello studio è stata evidenziata una causa esterna all’accorciamento dei telomeri e quindi, più o meno indirettamente, all’invecchiamento stesso. “Cavie” dell’esperimento e della ricerca sono stati 1158 studenti cinesi di età compresa tra 21 e 22 anni, volontari. A ciascuno di loro è stato posto un quesito per misurare, fra le altre cose, la loro pazienza: è preferibile avere una somma di denaro all’istante o una cifra maggiore, ma in un secondo momento? In seguito, ad ognuno è stato prelevato del sangue per misurare appunto la lunghezza dei telomeri e sono stati incrociati i dati: le studentesse “impazienti” (ossia quelle che preferirebbero i soldi immediatamente) hanno, in media, i telomeri più corti di chi invece preferirebbe aspettare. Gli esperti scrivono che la correlazione “è osservata anche quando si considerano altre variabili, ad esempio la predisposizione al rischio”. Curiosamente, il fenomeno è stato osservato solo nei volontari di sesso femminile, mentre i ragazzi sembrano “intatti” dall’invecchiamento da impazienza. Secondo quanto sostenuto dai ricercatori, la correlazione appena esaminata potrebbe stare ad indicare che l’impazienza è una delle cause dell’invecchiamento cellulare. Tuttavia, non è escluso nemmeno il contrario, ossia che l’impazienza potrebbe essere dettata dalla “rassegnazione” dei telomeri alla loro poca lunghezza, i quali pertanto sviluppano un carattere meno disposto all’attesa. Per avere certezze, tuttavia, dovremo aspettare nuovi esperimenti. In buona sintesi, servirà un po’ di pazienza…

Giulio Bacci
Classe 2D – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze