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In una notte di luna piena

 

Su una collina abbandonata dalla città, esisteva una piccola casa in pietra abitata dai signori Jackson, due anziani mendicanti, coniugi da almeno cinquant’anni… Era una notte buia e nebbiosa, un’inquietante luna piena faceva capolino tra le nuvole e i due stavano sorseggiando una bella tazza di cioccolata calda quando all’improvviso il signor Jackson udì cigolare la porta e, incuriosito, corse ad aprirla per vedere cosa fosse successo. Appena arrivò, notò che la porta si era spalancata da sola, fece per chiuderla ma un colpo alle spalle lo freddò.
La signora Jackson, non vedendo tornare suo marito, si alzò dalla poltrona e cominciò a cercarlo. Arrivò all’ingresso di casa, vide l’uscio totalmente spalancato e suo marito disteso a terra privo di sensi. Non ci fu tempo nemmeno per disperarsi alla vista del marito, perché notò una sagoma tutta nera dirigersi verso di lei. A quel punto un colpo di fulmine illuminò la stanza e la signora capì che si trattava di un assassino: stringeva nella sua mano destra un pugnale tutto insanguinato che evidentemente aveva messo fine alla vita di suo marito. Con uno scatto felino uccise anche lei nello stesso identico modo.
A dare l’allarme la mattina seguente fu un giovane pastore che, portando al pascolo le sue pecore, scorse la porta spalancata della casa della famiglia Jackson. Affidò al suo cane di controllare il gregge e subito corse a vedere cosa fosse successo, ritenendo che ci fosse qualcosa di strano. Appena vide i due cadaveri distesi per terra, chiamò immediatamente la polizia ed un’ambulanza che sopraggiunsero in meno di cinque minuti. L’ispettore fece recintare tutta la casa con del nastro bianco-rosso per delimitare l’ingresso ai curiosi che erano arrivati. Il medico legale fece i primi rilievi sui cadaveri per capire se si trattasse di doppio omicidio. Contemporaneamente la Scientifica perlustrò l’abitazione, un compito che durò circa due ore. Ad un certo punto si sentì un poliziotto urlare all’ispettore di andare nel sottoscala, dove era stato ritrovato il coltello dell’aggressore: era lungo circa venti centimetri con una lama affilatissima, pieno di sangue ormai secco. Era tutto chiaro, ormai: i due coniugi erano stati assassinati.
Il sole stava tramontando, era ormai arrivata la sera e lo stesso pastore aveva ricevuto una telefonata anonima in cui una voce roca e acuta gli aveva annunciato che in serata ci sarebbe stato un altro assassinio. Il povero pastorello, preoccupato da questa notizia, chiamò subito le forze dell’ordine. In quello stesso momento il ragazzo sentì come se un vetro si fosse spaccato: ebbene sì, era di nuovo lui, colui che aveva ucciso i due coniugi Jackson. Era intenzionato ad uccidere nuovamente e questa volta era il turno del giovane. Intravide un’ombra e senza pensare iniziò a correre per casa, ma l’assassino lo raggiunse velocemente ammazzandolo con venticinque coltellate. La polizia arrivò molto velocemente, avvisata da qualcuno che aveva sentito qualche strano rumore, ma non fu sufficiente per salvare il pastorello. Capirono allora che l’assassino era un pericolo per tutti i cittadini della periferia, decisero dunque di appendere dei volantini sui grandi palazzi in modo che fossero visibili alla vista di tutta la gente che passava, avvisandoli che c’era un pericoloso serial killer che si aggirava nella loro cittadina e che tutta la popolazione doveva rimanere chiusa in casa e, se qualcuno si accorgeva di cose un po’ strane, era pregato di segnalarle subito alla polizia.
Durante la notte, verso mezzanotte, una macchina delle forze armate scorse una sagoma nera avvicinarsi al gran portone del museo artistico “I quadri sono belli”. Silenziosamente scesero dal veicolo i poliziotti in assetto di guerra e armati fino al collo lo seguirono senza farsi vedere. Arrivarono di fronte al portone e con gran cautela cercarono di aprirlo. Non ci fu verso, ed a quel punto dovettero aprirlo con la forza, usando un piede di porco. Dopo vari tentativi la grande porta si spalancò e i due si divisero per catturare il killer: nessuno dei due lo trovò, ma in compenso trovarono il custode che stava riordinando e pulendo l’edificio. Sospettosi di lui, lo catturarono comunque e lo portarono in caserma. Gli omicidi si interruppero, per fortuna. Dopo qualche mese di indagini approfondite, i poliziotti scoprirono che l’ex custode, appena la luna mostrava sempre più il suo splendore nel cielo, iniziava a sentire strane voci nella sua testa e andava ad uccidere la gente.

Niccolò De Luca
Classe 1C – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze