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Ostacoli architettonici? No, grazie!

 

Quest’anno a scuola ci è stata proposta un’attività sorprendente e diversa dal solito, che ci ha fatto scoprire le tante sfaccettature della disabilità e il problema, purtroppo molto diffuso nella nostra città, degli ostacoli architettonici.
Tutto è iniziato in classe mercoledì 17 febbraio, quando il Prof. Boschi ci ha presentato Alessio, un volontario dell’Associazione Toscana Paraplegici: nel 1983 Alessio ha avuto un incidente in scooter a soli 15 anni che gli ha causato una paralisi alle gambe, mentre l’amico che guidava non ce l’ha fatta. Alessio non si è arreso ed ha continuato a vivere una vita ricca, piena di affetti, di lavoro, di volontariato e di sport (ha partecipato alle Paralimpiadi di Barcellona ed è delegato del CIP Firenze).
Poi, per passare dalla teoria alla pratica, lo scorso lunedì 29 febbraio siamo andati in uscita didattica insieme ad Alessio e ai nostri docenti per vedere con i nostri occhi gli ostacoli architettonici più frequenti nell’ambiente intorno a noi, ed erano davvero tanti! Li abbiamo osservati in un tragitto di circa 1,5 km dalla scuola alla Coop di piazza Bartali.
Appena partiti, sotto la pioggia battente, in via del Larione, alle 8:24 abbiamo trovato il primo ostacolo in uno scalino che potrebbe ostruire la strada ad un disabile in carrozzina. Proseguendo abbiamo trovato vari altri dislivelli nel marciapiede. Alle 8:28 abbiamo trovato le prime biciclette attaccate ai pali per la strada, ostacoli pericolosi soprattutto per i non vedenti. Alle 8:34, in piazza Dalla Costa, abbiamo trovato un cartello stradale con scritto “marciapiede dissestato”, in apparenza innocuo ma pericoloso per un non vedente. In seguito in via Bocchi, alle 8:49, abbiamo trovato un gran numero di bici legate ai cartelli stradali e due auto parcheggiate sulle strisce. Alle 8:53 in via Uguccione della Faggiola abbiamo trovato uno scalino di ben 20 cm e Alessio ha dovuto fare un’altra strada per evitarlo. Alle 9:02 abbiamo notato una barriera architettonica in teoria inoffensiva come i cassonetti: in realtà per aprirli si deve spingere il pedale e per una persona in carrozzina sono inaccessibili. Più avanti, alle 9:25, abbiamo visto un camion dello spurgo che occupava il marciapiede. Abbiamo inoltre contato i negozi di via Datini con scalino e molti sono risultati inaccessibili per una persona in carrozzina. Alle 9:35, al giro di boa della Coop avevamo contato e documentato quindici bici legate per strada, quattro tratti dissestati di marciapiedi, sette veicoli abbandonati su strisce o marciapiedi e cinque ostacoli architettonici.
Questa esperienza ci ha fatto capire quanto sia penalizzata la vita dei disabili che lottano ogni giorno contro gli ostacoli architettonici. Se ognuno di noi nel suo piccolo si impegnasse a notarli e a denunciarli come abbiamo cercato di fare, prima o poi la nostra città e il nostro mondo diventeranno posti migliori e più accessibili. Per tutti, nessuno escluso.

Classe 2D
Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze