Il piccolo principe al cinema

Per l’anniversario dei suoi settanta anni il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry finisce sul grande schermo con una bellissima canzone di Lily Allen (del pezzo dei Keane “Somewhere Only We Know”) e con la regia di Mark Osborne (già regista di “Kung Fu Panda”), il quale con una perfetta simbiosi di animazione e colori sgargianti è riuscito ad unire il mondo dei bambini con quello adulto.
La storia tratta di una ragazza che è cresciuta da una madre severa, la classica donna in carriera,
che cerca di strappare la figlia da un mondo infantile e tenero per inserirla in una società adulta e seria. Le due, però, si trasferiscono in un nuovo quartiere conoscendo così il nuovo vicino di casa, un anziano aviatore che prende a raccontare alla bambina del suo incontro con il famigerato Piccolo Principe, ed è qui che tutto ha inizio! La narrazione della storia, infatti, si intreccia con la vita della bambina catapultandola in un mondo fatto di rose e volpi parlanti. Questo film tratta con semplicità il “dramma” che tutti noi, in fondo, abbiamo passato o addirittura stiamo passando tutt’ora e cioè… il dover crescere a tutti costi.
Il risultato è notevole, c’è poco da fare. È pazzesco come la semplicità di un cartone animato a volte riesca davvero toccare punti tanto delicati: è come un bambino, non ha filtri e ti spiattella in faccia la realtà ricordandoti che prima o poi si cresce e ci si dimentica di quel mondo fatto di sogni e giochi. Ma, in fondo, come dice anche lo stesso piccolo principe “il problema non è diventare grandi, ma dimenticare”.

Sofia Dezzi Bardeschi 1C
Liceo Classico “Galileo” di Firenze