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Rete sicura, incontro all’I.I.S. Verne di Roma

Roma – Deep web, sostituzione di persona, stalking, di questi e di altri temi si e’ dibattuto all’incontro ‘Rete sicura’ che si e’ svolto stamani presso l’aula magna dell’I.I.S Giulio Verne di Via Saponara a Roma, hanno partecipato, come relatori, Cristiano Sabba, avvocato penalista, il Capitano Paolo Del Giacomo, Comandante stazione Carabinieri di Ostia, il dott. Eugenio Albamonte, sostituto procuratore del Tribunale di Roma esperto di reati commessi a mezzo Internet e ai danni di soggetti vulnerabili. La rete puo’ essere un grande strumento di conoscenza come un luogo pieno di insidie spesso ignorate da ragazzi che, nonostante facciano parte della generazione dei nativi digitali, non hanno piena coscienza delle conseguenze che alcuni comportamenti scorretti, che nella rete nascono o si propagano, possono comportare.

“I ragazzi non sono consapevoli di tutte le insidie che si nascondono nel web ed e’ per questo che abbiamo organizzato questo incontro, per informali dei comportamenti scorretti che si devono evitare in rete che possono avere conseguenze a livello giuridico” dichiara a diregiovani.it Patrizia Sciarma, dirigente scolastico dell’I.I.S Giulio Verne. Ed e’ proprio in questo senso che e’ andato l’intervento del sostituto procuratore dott. Eugenio Albamonte che sottolinea come: “Il tentativo e’ proprio questo: non solo difenderli dai comportamenti di altre persone, in special modo gli adulti che possono costituire un pericolo per loro, ma anche metterli in guardia dal commettere azioni che inconsapevolmente possono avere rilevanza penale. Questo e’ ancora piu’ importante se si tratta di ragazzi alla soglia della maggiore eta’”. La scuola e’ chiamata a colmare questo vuoto, cercando di formare i ragazzi affinche’ abbiano i mezzi per poter difendersi, ma una parte in questo processo spetta anche alle famiglie. Con tutta la difficolta’ determinata dalla differenza generazionale. Proprio su questa distanza e’ stato declinato l’intervento dell’avvocato Cristiano Sabba: “Fra genitori e figli c’e’ un distacco dato anche dall’evoluzione dei mezzi di comunicazione, i genitori di questi ragazzi non comunicavano con le stesse modalita’ e questo li allontana dalla comprensione di certe dinamiche. Questa carenza – conclude – si riflette sugli insegnamenti che il genitore trasmette al figlio”.