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RIMUN: verso nuovi orizzonti

ROMA – Il progetto MUN è un’iniziativa presente in numerose scuole di tutto il mondo e che introduce i giovani al mondo della diplomazia e del dialogo internazionale, portato avanti ogni giorno dalle Nazioni Unite. MUN sta infatti per Model United Nations e il suo obiettivo è proprio simulare una sessione dell’ONU affrontando temi diversi e stimolanti, sempre attuali e talvolta complessi dal punto di vista umanitario.

Si è da poco conclusa la decima sessione del MUN creata a Roma nove anni fa e denominata RIMUN, sigla stante per Rome International Model United Nations. L’introduzione del progetto MUN a Roma è partita da un gruppo di studenti del Liceo Statale Scientifico-Musicale Farnesina, guidati da un gruppo di docenti nel 2007. Grazie al loro impegno e a tanta, tanta pazienza, il MUN è riuscito a prendere piede anche nella capitale, con un numero sempre più alto, ogni anno, di partecipanti sia italiani che stranieri.

L’edizione di quest’anno è stata la prima occasione per tantissimi studenti da tutto il mondo per rappresentare, in veste di delegates e ambassadors, gli interessi di uno stato precedentemente assegnato. Nell’arco di cinque giorni (dal 7 al 12 Aprile) circa 300 ragazzi e ragazze si sono riuniti in molteplici luoghi – tra cui il Campidoglio – per avviare i dibattiti relativi agli argomenti della divisione in cui sono stati assegnati (General Assembly, ECOSOC o Security Council) in qualità di rappresentanti di uno stato.

Oltre ad essere un modo per introdurre i giovani al mondo del dialogo internazionale e alle varie problematiche che ostacolano numerose dinamiche di pace e collaborazione tra gli stati di tutto il mondo, il progetto MUN è sempre stato noto per la grande quantità di ragazzi provenienti da nazioni diverse presenti a ogni sessione, e il RIMUN non è certo stato da meno: 34 scuole in totale tra Spagna, Germania, Arabia Saudita, Polonia, Repubblica Ceca e molto altro, con una prevalenza di scuole provenienti da Roma – 11 in totale, ndr -. Insomma, un vero e proprio melting pot di giovani abili e preparati, anche alle prime armi, ma che di fronte a domande, problemi e discussioni non si sono tirati indietro e hanno portato avanti una splendida conferenza, tenutasi martedì 12 Aprile nelle due sedi dell’Università LUISS di Roma.

La grande riuscita dell’evento è stata resa possibile anche – e soprattutto – dal grande e instancabile lavoro di tanti organizzatori, che si sono impegnati per far sì che ogni minimo dettaglio fosse curato e che non ci fossero disfunzioni del servizio, in particolare del famoso Housing, ovvero la prassi, adottata da moltissimi studenti che vivono nel luogo dove si tiene la conferenza, di ospitare gli studenti stranieri. Il grande calore delle famiglie italiane ha distinto l’edizione romana del MUN, in quanto tantissimi ragazzi hanno acconsentito, anche nelle sessioni precedenti, ad accogliere nelle loro case molte persone provenienti da altre scuole. Questo fattore è un altro degli elementi vincenti che rende il MUN da sempre un’esperienza di vita. Garantisce infatti la maturazione del ragazzo nella sua sfera individuale, mettendolo di fronte a problemi in cui è necessario aprire la mente e anche a punti di vista che lui stesso non condivide – come precedentemente menzionato, lo stato assegnato a ciascun delegate raramente corrisponde a quello di provenienza -, permettendogli quindi di sviluppare le sue capacità di adeguamento a situazioni e posizioni talvolta molto complesse; ma è anche occasione di incontro con culture diverse, di scambio di idee e di apertura a nuovi orizzonti di vita, grazie a nuovi legami di amicizia e alle esperienze che ne possono scaturire.

Ciò che è successo a Roma in questi giorni, dunque, è stato plasmato dalle mani dei partecipanti stessi, che con la loro grande determinazione e intelligenza hanno saputo raggiungere tutti gli obiettivi proposti andando anche oltre, immedesimandosi perfettamente nella situazione, proponendo costantemente idee e punti di vista, trovando nuove ed efficienti soluzioni a problemi anche molto complessi. Una sessione ormai terminata, ma che ha lasciato il segno e che attende solo di ripresentarsi nella Capitale per l’undicesima edizione.

di Claudia Mattioni – Liceo Dante Alighieri di Roma