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Sanremo visto da noi: l’articolo di Mirko Legnini

(L’articolo dello studente Mirko Legnigni nell’ambito dell’iniziativa Sanremo visto da noi)

SANREMO 2018, IL FESTIVAL DELLA VARIETÀ

Si è appena conclusa la 68ma edizione del festival che da più di mezzo secolo continua, nonostante alcune polemiche e critiche, ad appassionare il pubblico italiano. Una 68ma edizione all’insegna della varietà e qualità musicale, come non se ne vedevano da anni, senz’altro anche per merito del “dittatore” artistico Claudio Baglioni, che ha di certo accentrato molto l’attenzione su di sé, in maniera forse un po’ troppo autocelebrativa, ma che ha anche fatto sì che potessimo godere di un festival fresco, nonostante la presenza di artisti nati non certo ieri, divertente e con moltissimi spunti.

A partire proprio dalla categoria delle nuove proposte: otto giovani artisti che hanno portato canzoni curate nella forma e spesso profonde nel contenuto, da “Come Stai” di Giulia Casieri a “Il Mago” di Mudimbi(artista che peraltro scivola abilmente fra arrangiamenti classici come questo e altri pezzi molto più vicini alla new school italiana nel suo album Michel), e forse su tutte “Stiamo Tutti Bene” di Mirkoeilcane e “Il Ballo delle Incertezze” di Ultimo, brano che ha raccolto il maggiore consenso dal pubblico in questa edizione.

Fra i campioni invece spicca la canzone “Non mi avete fatto niente”, firmata da Moro e Meta, che nonostante la polemica scoppiata all’inizio del festival è riuscita con la forza del proprio testo e la sua intensità a portare i due cantanti alla vittoria del festival. Secondo posto a “Lo Stato Sociale”, con “Vita in Vacanza”, forse il brano tecnicamente più debole fra tutti quelli presentati, ma che di certo ci fa respirare aria di novità. Terzo posto meritato per Annalisa con “Il mondo prima di te”, brano che mette in risalto le sue splendide doti canore.

Menzione d’onore a Max Gazzé, per la bellissima “la Leggenda di Cristalda e Pizzomunno” che traendo ispirazione da una leggenda locale crea delle bellissime atmosfere che, senza risultare antiquate, molto ricordano il progressive italiano dei primi anni ‘70. Insomma un vero e proprio gioiello, estratto dall’album “Alchemaya”, anch’esso intriso di queste atmosfere, che si è meritato il premio per la qualità assegnato dall’orchestra.

Dulcis in fundo questo festival è stato onorato dall’addio alle scene di Elio e le Storie Tese, con Arrivedorci, pezzo tanto criticato da chi non li conosce bene quanto apprezzato dai fan, ad un primo impatto semplicemente autocelebrativo ma che in realtà rappresenta un affettuoso saluto a tutti coloro che hanno voluto bene al gruppo e lo hanno sostenuto, che viene presentato al meglio nel duetto coi Neri per Caso.

Altra nota di merito per il festival sono stati di certo gli ospiti, da un frizzante Fiorello nella prima serata alle spettacolari esibizioni di Sting e James Taylor, passando per i toccanti tributi al cantautorato italiano che hanno visto il loro miglior momento con Gino Paoli sul palco.

In sintesi, un Sanremo che si spera sia da esempio per altri festival successivi, qualitativamente e come spettacolo, figlio di una grande cura ed attenzione per l’arte nel paese del bel canto.

di Mirko Legnini