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Scienza, a Roma 200 bambini la sperimentano in prima persona

Roma – Un limone e un led. Apparentemente il primo si mangia, il secondo si accende. Ma cosa succede se con un chiodo zincato, un cappio di rame e dei cavetti colleghiamo il limone al led? E’ quello che hanno scoperto stamattina i piccoli visitatori di acluni istituti comprensivi romani (tra cui il ‘G. Alessi’ e il ‘Falcone e Borsellino’), coinvolti in ‘Hands-on science: non c’e’ scienza senza esperienza’, l’esibizione interattiva organizzata dall’associazione di divulgazione scientifica ‘The science zone’ all’universita’ La Sapienza di Roma.

A spiegare reazioni chimiche, stati della materia e sistema di propagazione delle onde i bambini dell’I.C. di Largo Cocconi, che, dopo un percorso di due mesi con insegnanti e tutor dell’associazione e vari esperimenti in classe, si sono cimentati stamattina nel ruolo di divulgatori. Circa 200 i bambini che hanno svolto esperimenti in prima persona, mettendo letteralmente le mani sulla scienza.

“Il nostro motto e’ mettiamoci le mani, proprio per insegnare ai bambini a non considerare la scienza un mondo di cose incomprensibili” spiega a diregiovani.it Noemi Massetti di ‘The Science zone’, ed “e’ molto piu’ efficace, divertente e intuitiva se passa per la sperimentazione, quindi mettendoci le mani”, continua Claudia Fasolato. E i piccoli scienziati per un giorno ci hanno messo volentieri mani e occhi, osservando come sciogliendo il bicarbonato nell’aceto si formi una schiuma su cui le bolle di sapone galleggiano o come infilando un palloncino bucato su una bottiglia aperta e capovolta l’acqua vada in tutte le direzioni grazie alla pressione idrostatica. Ed imparando come si costruisce una scala densimetrica semplicemente versando in ordine in un bicchiere miele, latte intero, sapone per i piatti, acqua colorante, olio ed alcol. Cinque gli stand per sperimentare le scienze: ‘Elettricita’ e magnetismo’, ‘Onde: dalla luce al suono’, ‘Fluidi, pressione e meteorologia’, ‘Stati della materia e reazioni chimiche’ e ‘Museo di Fisica’, partner del progetto.

Divisi in gruppi intitolati alle scienziate piu’ famose (tra cui Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Fabiola Gianotti, Emmy Noether, Lisa Meitner e Ada Lovelace), gli studenti si muovevano tra una stazione e l’altra al suono di un fischietto. “È stato bellissimo fare questi esperimenti perche’ abbiamo imparato molte cose sulla scienza- dice Lorenzo, 9 anni- abbiamo anche imparato cose nuove sulla pressione e sull’energia”, continua Christian, mentre Paolo dice che “la cosa piu’ bella e’ stata insegnare queste cose agli altri bambini”. Affidare un ruolo attivo nella sperimentazione agli studenti e’ uno dei pilastri del metodo didattico adottato da ‘The science zone’, un’associazione composta da circa venti tra studenti, dottorandi e ricercatori della Sapienza e non solo. Nata dall’incontro tra studenti e docenti di Fisica dell’ateneo romano con alunni, insegnanti e genitori della scuola primaria nel corso dell’ondata di proteste contro la riforma Gelmini nel 2008, ‘The science zone’ ripropone i laboratori scientifici realizzati nel corso di quell’esperienza provando a rimettere in piedi la ‘scuola’ di divulgazione scientifica del dipartimento di Fisica.

“L’exhibit scientifico di oggi si basa sul nostro modo di concepire le scienze- spiega a diregiovani.it Noemi-. La societa’ approccia alla scienza come se si trattasse del mondo dell’oggettivita’. Noi invece crediamo che tutto sia legato all’interpretazione dei dati. Il nostro metodo didattico l’abbiamo pensato perche’ riteniamo sia impossibile che i bambini non abbiano un approccio sperimentale alle scienze fin da piccoli. I bambini devono metterci le mani, testare quello che si vede, e soprattutto imparare a cooperare e a non competere”. Sono tante le ragazze dell’associazione, a ribadire un altro dei motti scandito da Noemi nel corso della mattinata: “Le donne per secoli non hanno potuto studiare e non hanno avuto voce. E’ arrivato il momento che riprendano voce nel mondo della scienza”.