giornalisti-in-erba

Scoperta l’area del cervello che “assembla” le parole

 

Trovando le aree del cervello in cui “prende forma” la parola si potrebbero capire meglio i danni provocati dalle lesioni cerebrali. È stata questa la motivazione che ha spinto un team internazionale di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora, assieme a Gabriele Miceli, medico e professore di neurologia all’ateneo di Trento, e a Rita Capasso, della Sca Studio associato di Roma, esperta in diagnosi e riabilitazione dei disturbi cognitivi, a indagare sulle radici “anatomiche” della linguistica.
In questo studio sull’emisfero sinistro del cervello sono state scoperte le aree alla base delle conoscenze sull’ortografia (all’interno di quelle adibite alla “memoria a lungo termine”) e quelle che regolano i processi di scrittura (contenute fra le sinapsi predisposte alla “memoria di lavoro”), e i risultati sono poi stati pubblicati nel numero di febbraio della rivista “Brain”, prestigiosissimo periodico di neurologia, ricevendo persino il riconoscimento di “Editor’s choice”.
“Per la prima volta abbiamo individuato le regioni dell’emisfero sinistro che contengono il vocabolario delle parole scritte […] e quelle che garantiscono una buona memoria di lavoro […]” ha dichiarato Miceli. Lo studioso ha spiegato anche che il vocabolario delle parole scritte è rappresentato nei lobi frontale e temporale, mentre la memoria di lavoro è contenuta principalmente in quello parietale. Grazie a queste conoscenze, è possibile comprendere meglio i rapporti fra le basi anatomiche del linguaggio scritto e quelle di altri processi linguistici e cognitivi ad esso collegati, anche perché ne risultano più chiari anche alcuni aspetti di non poca rilevanza all’interno dell’organizzazione dei processi di scrittura.
Lo scopo principale della ricerca è, ovviamente, fare luce sulle lesioni cerebrali provocate da patologie come l’ictus. Quest’ultimo, per esempio, può colpire sia il vocabolario delle parole scritte, sia la memoria di lavoro: e lo studio è stato condotto su 33 persone affette da ictus di vario genere, alcune delle quali avevano subito danni solo ad una delle due aree e altre su entrambe. È stato così possibile individuare le regioni responsabili di ciò, e questo contribuirà anche allo sviluppo di nuovi programmi riabilitativi per persone affette da disturbi di scrittura in seguito a lesioni cerebrali.

Lorenzo Paciotti
Classe 3E – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze