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Scuola, ecco le comunità educanti in movimento del progetto ‘Dada’

Roma – Condivisione, responsabilita’, sogno. Sono queste le tre parole chiave di Dada (Didattiche per Ambienti di Apprendimento), secondo Lidia Cangemi, dirigente scolastico del liceo ‘J.F. Kennedy’ di Roma che, assieme al liceo ‘A. Labriola’ di Ostia, hanno ideato il progetto Dada, monitorato dall’universita’ La Sapienza, che, ad oggi, vede coinvolte oltre 50 scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia – piu’ altre 20 scuole che lo hanno avviato.

Stamattina, alcuni rappresentanti di queste realta’ scolastiche (tra gli altri, i.c. ‘Modena 3’, Ipssar ‘Tognazzi’ di Velletri, i.c. ‘San Nilo’ di Grottaferrata, iti ‘Cannizzaro’ di Colleferro), si sono ritrovate a Roma nella sede Tavani Arquati del liceo Kennedy per condividere idee ed esperienze sulla ‘Scuola del futuro’ nel corso del convegno ‘Dal Dada al Dada…umpa. Comunita’ educanti in movimento’.

Ed e’ proprio il movimento uno degli elementi principali di questo progetto, in cui l’intera comunita’ scolastica e’ stata coinvolta nel ripensamento degli spazi di apprendimento, attraverso la rottura dello schema classico banchi-cattedra e del binomio aula-classe, a favore del binomio aula-laboratorio. Nelle scuole coinvolte nel Dada non sono gli insegnanti a spostarsi, ma gli studenti, in un movimento dei corpi che diventa anche attivazione dei processi di apprendimento. I ragazzi, nel Dada, diventano il centro dell’azione di docenti e personale della scuola, genitori e dirigenti, mentre le aule si trasformano in ambienti di apprendimento caratterizzati e attrezzati con materiali didattici specifici.

Un’attivita’ corale, che ha permesso di trasformare la scuola in un incubatore di idee, dove la tecnologia e’ coprotagonista di un processo piu’ ampio di ripensamento della scuola del futuro. “Abbiamo cercato di ragionare sulla didattica e sull’innovazione– spiega a diregiovani.it Cangemi-, sulla direzione intrapresa dalla scuola e dalla societa’, sui possibili punti di incontro tra scuola, societa’ e mondo del lavoro, cercando di fornire a questi ragazzi competenze nuove, innanzitutto soft skills”. Soft skills che i ragazzi stanno acquisendo anche attraverso la radio web voicebookradio.com, un progetto nato al Kennedy che oggi coinvolge studenti provenienti da molte altre scuole, spesso anche dalle universita’.

Anche al liceo ‘Labriola’ con il Dada tutto l’edificio e’ stato riprogettato, per avviarsi a diventare a tutti gli effetti ‘edificio apprenditivo’, con spazi in parte gestiti dai ragazzi, in parte gestiti in collaborazione con i docenti, nell’ottica di una responsabilizzazione di tutti gli attori della comunita’ nella costruzione di un luogo in cui si ama stare perche’ lo si sente proprio. Un esempio fra tutti, il muro della memoria, in cui i ragazzi riflettono sul suo significato e spiegano ai propri colleghi cosa sia stata la Shoah. “Dada e’ innanzitutto un’innovazione didattico-organizzativa che potrebbe sembrare di ispirazione anglosassone-scandinava, ma nasce in realta’ dal tentativo di dare una risposta a problemi concreti– spiega a diregiovani.it il dirigente scolastico del Labriola Ottavio Fattorini-. I risultati sono eccellenti, abbiamo visto che l’attenzione dei ragazzi e’ cresciuta perche’ muovendo il corpo si muove anche la mente. I docenti testimoniano che i nostri studenti arrivano piu’ pronti e attenti all’apprendimento”.

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Sta proprio qui il passaggio dal Dada al Dadaumpa, nell’unione tra movimento fisico e movimento interiore: “Attraverso il Dada cerchiamo di far muovere i ragazzi e farli interagire con loro, farli incontrare. Con il Dadaumpa vogliamo cercare di far muovere anche l’interiorita’, considerando l’io, l’aspetto emotivo, assieme a quello razionale– spiega a diregiovani.it il Emanuele Faina, direttore artistico del gruppo Eleusis ed ideatore del metodo teatrico-. Si tratta di riflettere sul fatto che, se vogliamo avere il massimo dall’aspetto razionale, non possiamo non considerare le emozioni. L’obiettivo e’ mettere insieme tutto il meccanismo per poi creare una comunicazione efficace e una relazione di alta qualita’”. Il Dadaumpa e’, quindi, una provocazione, una sfida ulteriore, che le scuole del Dada devono porsi, “facendo un passo in piu’, ma ballando”. Una sperimentazione che sta avendo successo tra studenti, docenti e genitori del liceo ‘Labriola’, dove da piu’ di un anno Faina lavora con il metodo teatrico, che utilizza il Teatro per attuare percorsi di auto-educazione fisici ed emozionali e sostenere i soggetti della comunita’ scolastica ad attuare relazioni coscienti e volontarie. Una scuola, quella del Dada, che vuole mettersi in gioco e chiede ai propri studenti di scomodarsi, uscendo dalla propria zona di comfort. Per sognare un po’ piu’ in grande il proprio futuro.