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Service Rotary Matera, buone pratiche e sinergie dell’alternanza

Roma – 3370 ragazzi formati, 100 docenti coinvolti, 12 progetti realizzati, nove spin off generati. Questi i numeri dell’alternanza scuola-lavoro attivata dal Rotary Matera in dieci istituti lucani presentati stamattina nella sala dei ministri del ministero dell’Istruzione a Roma dal Presidente del Rotary Matera Antonio Braia, alla presenza del sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione Vito De Filippo.

Numeri importanti, quelli del Service ‘Il Rotary Matera al Servizio delle nuove Generazioni’ presentato il 30 settembre con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa con dieci istituti superiori materani davanti al sottosegretario al Miur Angela D’Onghia, soprattutto se confrontati con la quantita’ di alunni coinvolti nell’alternanza dall’introduzione della legge 107 del 2015 in Basilicata.

“Il primo anno gli alunni in alternanza nella nostra regione sono stati 8.300, il secondo 12.175 e si prevede che nel 2017/18, quando l’alternanza entrera’ a regime, saranno circa 15.000- spiega nel corso della presentazione il dirigente del coordinamento regionale dell’Ufficio scolastico regionale della Basilicata Claudia Datena-. Sicuramente sono numeri piccoli in rapporto al dato nazionale, ma vi assicuro che rapportati alla nostra regione sono significativi. Oltre 3.000 alunni coinvolti dal Rotary sono veramente tanti, per questo mi auguro che questa esperienza possa continuare”. Uno sforzo che ha coinvolto i rotariani di Matera, come strumenti didattici immateriali, con un impegno di 140 ore messe a disposizione, ma anche gli imprenditori lucani, con 60 ore. “Abbiamo mappato le competenze dei nostri soci e abbiamo chiesto ai presidi quali erano le esigenze di formazione dei ragazzi- racconta Braia-. Hanno partecipato ai progetti quarte e quinte superiori e abbiamo avuto un grande supporto dalle istituzioni e da Confindustria Basilicata”.

Tra i progetti realizzati un’app creata in otto ore con ragazzi di undici anni dell’istituto comprensivo ‘G. Pascoli’, ‘Scuolincontrimpresa’ dell’Itcg ‘G. Leopardi’, ‘Cultura d’impresa e Design’ del liceo artistico ‘C. Levi’, ‘Il valore della cultura d’impresa’ del liceo classico ‘Duni’, ‘Benessere Possibile’ dell’Iis ‘I. Morra’. E ancora startup, brand reputation, simulazioni dei colloqui di lavoro, analisi del territorio con rilievi aerei e l’utilizzo delle tic e dei droni, artigianato digitale e smart manufacturing. “Con l’alternanza le scuole sono state costrette ad aprirsi al territorio- continua Datena-, a confrontarsi con il mondo delle imprese, delle professioni, delle universita’, ad immaginare percorsi di alternanza adatti al percorso di studio, a pensare ad un nuovo modo di fare scuola. Dall’altra parte, nonostante le preoccupazioni iniziali sulla capacita’ di assorbimento dei ragazzi da parte del tessuto produttivo lucano, le imprese hanno raccolto la sfida e si sono lasciate coinvolgere nel mondo produttivo e delle universita’”.

Un’occasione piu’ che un ostacolo, come conferma il vicepresidente di Confindustria Basilicata Margherita Perretti: “Confindustria ha avviato un percorso organico che coinvolge le scuole dalle elementari fino all’universita’ e oltre. Anche Confindustria Basilicata pone tra i suoi obiettivi fondamentali proprio quello del lavoro nell’ambito della cultura della formazione, in particolare nell’alternanza scuola-lavoro. Per questo- prosegue- siamo partiti con due progetti, uno alle scuole elementari per la creazione di un giocattolo meccanico, un altro nelle scuole di secondo grado, nato da un Protocollo d’intesa del 2014 tra Miur e Federmeccanica”. Non solo alternanza, ma anche possibilita’ di inserimento concrete nel mondo del lavoro: “Confindustria Basilicata- spiega Perretti- e’ nei progetti Erasmus+, che consentiranno a 100 neodiplomati di usufruire di una borsa di studio di 4 mesi finanziata dall’Unione Europa per svolgere un tirocinio in Regno Unito, Spagna, Irlanda e Belgio”.

Al centro dei progetti vincenti, secondo Braia, c’e’ la sinergia tra pubblico e organizzazione private, scuole, associazioni, professioni e imprese. “Laddove ci sono buone pratiche si ottiene un doppio risultato positivo- dichiara De Filippo-: guadagna la scuola, perche’ entrare nel mondo del lavoro e’ un arricchimento per i ragazzi. Guadagnano le aziende, le associazioni e le onlus che li ospitano, perche’ gli studenti, con le loro domande sfidanti e irriverenti, determinano processi innovativi”. A fargli eco il segretario della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza Maria Antezza: “Quando mondo della scuola e mondo del lavoro si mettono insieme per il tramite della societa’ civile e dell’associazionismo individuano una reciproca utilita’. Soprattutto- aggiunge- la scuola si apre a percorsi didattici piu’ spendibili, creando rapporti di sinergia con il territorio, e i giovani sono protagonisti attivi e consapevoli del processo, responsabilizzati in un percorso che facilita la loro crescita in termini umani e di competenze. La coesione sociale e le opportunita’ di arricchimento e sviluppo del territorio e delle comunita’ che scaturiscono da questi progetti- conclude- ne fanno un’esperienza utile a tutto il territorio nazionale”.