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Smeriglio e Bisegna per la scuola del futuro

ROMA – “Ancora oggi il nostro Paese spende troppo poco per il diritto allo studio e per la centralità della scuola pubblica. E questo e’ il grande segno di discontinuità che spero possa arrivare dopo le prossime politiche, altrimenti continueremo a rincorrere problemi che sono strutturali e non legati alla devianza di qualche ragazzo particolarmente agitato. A volte, infatti, sembra che la scuola sia pensata per i ragazzi che ne hanno meno bisogno, cioè per i più bravi e per quelli che vanno da soli, mentre la scuola e’ utile se si occupa di quelli più difficili e di quelli che hanno maggiore necessita’ di essere accolti e riconosciuti”.

Così il vicepresidente della Regione Lazio con delega alla Scuola, Massimiliano Smeriglio, interpellato dell’agenzia Dire sulla linea che la giunta di Nicola Zingaretti vorrebbe proseguire e intraprendere in caso di vittoria alle prossime elezioni regionali.

“Sull’alternanza scuola-lavoro- prosegue Smeriglio- abbiamo realizzato delle importanti linee guida, perché cercano di prendere di petto anche i limiti di quella esperienza, in cui spesso le imprese, i dirigenti scolastici ma soprattutto i nostri ragazzi perdono un sacco di tempo dietro alla burocrazia. Noi stiamo invece offrendo un’indicazione, un bollino di qualità e una semplificazione per rendere la scuola più adeguata ed utile. Credo ci sia bisogno di ricostruire una comunità che sappia riconoscersi, rimettersi al centro della nostra società, e di mettere in campo politiche e risorse in grado di sostenerla. In fondo nel Lazio in questi cinque anni lo abbiamo fatto, prendendo i soldi dove c’erano, cioè soprattutto dai fondi strutturali europei”.

Aggiunge quindi il vicepresidente della Regione Lazio: “Sono convinto che sulla scuola nel Lazio abbiamo fatto un buon lavoro, visti anche i piccoli dati in controtendenza che ci rendono felici. Tuttavia c’è un problema grosso che ha a che fare con il ruolo che noi assegniamo alla conoscenza, all’educazione e alla formazione nella nostra società. Sono passati troppi anni nei quali noi abbiamo assistito allo smantellamento di questa centralità con scelte, leggi, politiche sbagliate e con un discorso pubblico quasi di ricerca del successo dell’affermazione e della prestazione della persona, che potesse prescindere da un lavoro su se stessi. Questo e’ un grande lavoro di controtendenza che noi abbiamo iniziato a fare, ma che bisognerebbe portare avanti a tutti i livelli, soprattutto nazionale- conclude Smeriglio- dando delle indicazioni molto forti”.

“Giovani seguano i propri sogni”

“La legge 107/2015 e’ stata approvata in un momento in cui la scuola era in interruzione, quindi non c’é stato modo di impostare un periodo di transizione per avviare bene questo percorso”. Cosi’ l’ex dirigente scolastica, Paola Bisegna, candidata al Consiglio regionale del Lazio, con la Lista civica che sostiene Nicola Zingaretti, durante un’intervista nella sede dell’agenzia Dire a proposito della riforma su ‘la Buona Scuola’. Per quel che riguarda l’alternanza scuola-lavoro, “c’è da dire che non si e’ trattato di una novità- prosegue Bisegna- perché già esisteva per gli istituti tecnici e professionali, che avevano la necessita’ specifica di attivare tirocini per il loro tipo di insegnamento. Grande novità e’ stata invece introdurla con obbligo nei licei, dove rimboccandoci le mani e cercando dei rapporti positivi, abbiamo sviluppato alcuni percorsi estremamente positivi”.

Secondo l’ex dirigente scolastica, in ogni caso, il “punto chiave” e’ trovare cose che abbiano valore per lo studente: “Lo ribadisco anche qui, come facevo in ogni collegio docenti- sottolinea- se c’è una ragione profonda per cui vale la pena di fare ‘alternanza’ e’ mettersi alla prova nel lavoro e scoprire il proprio talento, cosa ci piace e cosa non ci piace fare. Il mondo sta infatti cambiando ad una rapidità spaventosa e i lavori che i nostri giovani faranno ancora non sono stati inventati. Ma bisogna dire loro di trovare quello che gli piace, di farlo bene e di perseguire i loro sogni, perché in questo modo in qualunque contesto si troveranno- conclude Bisegna- saranno sempre in grado di portalo a compimento”.

“Dispersione si combatte migliorando le condizioni dei ragazzi”

“La dispersione scolastica si combatte solo ed esclusivamente con un miglioramento della condizione di vita, di lavoro, di studio e di relazione. Fare ulteriori corsi per chi non ce la fa, secondo me, non e’ la forma giusta di intervento, piuttosto bisogna aiutare le persone a rimuovere quegli ostacoli”. Risponde cosi’ l’ex dirigente scolastica, Paola Bisegna, candidata al Consiglio regionale del Lazio, con la lista civica che sostiene Nicola Zingaretti, durante un’intervista nella sede dell’agenzia Dire, a proposito della dispersione scolastica, secondo dati Istat ancora alta in Italia e sulle misure che vorrebbe portare avanti qualora dovesse essere eletta.

“Nella scuola esiste un mandato costituzionale che ha a che fare non solo con l’istruzione- prosegue Bisegna- ma anche e soprattutto con l’educazione del cittadino, dobbiamo cioe’ costruire la persona da un punto di vista dello spirito critico, capace di leggere la storia e la geografia, cosi’ come le relazioni e i rapporti. L’insegnamento infatti e’ relazione e, quando si instaura una buona relazione tra tutti, il resto viene di conseguenza”. Insomma, secondo la candidata, la dispersione scolastica si combatte “solo migliorando le condizioni di ascolto dell’essere umano: studente, genitore e docente, chiunque sia, deve essere parte di una comunita’ che si sente positiva- conclude- e che fa qualcosa di buono”.