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Stephen Hawking vincerà il Nobel quest’anno?

 

Era l’ormai lontano 1974 quando Stephen Hawking presentò un’elaborata teoria sui buchi neri:
proprio per questo, pur con quasi mezzo secolo di ritardo, potrebbe vincere il Nobel.
Secondo il famoso fisico britannico, i buchi neri svanirebbero nel nulla grazie a delle particelle infinitesimali che assorbirebbero piccole quantità di energia ai buchi neri per poi scomparire a loro volta. Fantascienza, pensarono all’epoca, e hanno continuato a pensarlo per altri quarantadue anni, finché all’inizio del 2016 un altro scienziato non l’ha convalidata. Già l’anno scorso, oltretutto, durante un evento all’Istituto Reale di Tecnologia di Stoccolma, Hawking era tornato sull’argomento spiegando come il nostro concetto del tempo si annichilisca oltre l’orizzonte degli eventi, cioè il limite attorno ai buchi neri oltre il quale ogni cosa ne viene irrimediabilmente risucchiata.
Il fortunato scienziato che ha verificato i calcoli di Hawking e dimostrato la sottrazione di energia operata dalle sfuggevoli particelle è Jeff Steinhauer, dell’Istituto Israeliano Technon di Haifa. Steinhauer ha creato in laboratorio l’equivalente di un minuscolo buco nero, raffreddando dell’elio a temperature vicine allo zero assoluto (-273° C) e agitandolo velocemente fino a ottenere una barriera invalicabile dai suoni, come l’orizzonte degli eventi dei buchi neri. Sono state poi trovate tracce, al di fuori di questo buco nero, di particelle che costituiscono le onde sonore, i cosiddetti fonomi; ciò era stato previsto dalla teoria di Hawking.
In definitiva, è grazie a questa teoria dalla storia complicata che Hawking “rischia” di aggiudicarsi il Nobel per la fisica. Il suo nome figura infatti all’interno della lista dei candidati vincitori pubblicata ogni anno sul “Times”, e ciò contribuisce ad accrescere la sua già enorme fama mondiale. Oltre ai suoi studi rivoluzionari sull’astrofisica, Hawking è al momento uno dei promotori (assieme a personaggi del calibro del miliardario russo Yuri Milner e del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg) di un progetto per inviare sonde attorno al sistema stellare a noi più vicino, cioè Alpha Centauri. Infine, si può evincere la sua fama anche dal film sulla sua vita, “La teoria del tutto” di James Marsh, uscito nelle sale nel 2015.

Lorenzo Paciotti
Classe 3E – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze