Il triplice attentato di Parigi e… qualche riflessione sull’Isis

ISIS: quattro lettere e tanto terrore. Terrore. Sì, forse anche questo può essere sinonimo dell’Isis. Ma cosa fanno veramente i militanti dell’Isis? Ci sono più risposte, ma sostanzialmente costoro uccidono, trucidano, non rispettano la religione altrui. Ma per me l’Isis è anche altro. Perchè l’Isis non solo uccide e provoca terrore, l’Isis distrugge sogni. Oltre che vite distrugge sogni.
Io ho tanti sogni per il futuro e non sopporterei che qualcuno me li spezzasse per puro divertimento. Io non ho ancora vissuto la mia vita, e anche chi ormai è quasi al termine di essa non deve perderla. A volte penso: …e se venissero a Firenze? Cosa dovrei fare? Cosa dovrei fare non lo so, ma sicuramente non lascerei opprimere la mia voce…
Lo scorso venerdì 13 novembre è stata attaccata Parigi. 128 morti e tanti feriti. C’era tutto il mondo a illuminarsi con i colori della bandiera francese per la questa splendida capitale europea. Questo triplice attentato ha fatto grande impressione anche a livello mediatico, a differenza di tanti altri attentati: ad aprile scorso l’Isis ha attaccato un college in Kenia con 148 morti e altrettanti feriti. Non se ne è parlato neanche in un’edizione speciale nel TG. Un aereo è stato abbattuto, sempre dall’Isis, pochi giorni fa: ci sono stati 224 morti (per la maggior parte russi) e nessuno si è “illuminato” per loro.
Ora io mi chiedo, perché per Parigi il mondo intero si è illuminato del tricolore transalpino e per il Kenia e per i russi neanche il più piccolo dei paesi? Cosa ha Parigi in più di loro? Cosa sono i parigini in confronto a quei poveri sfortunati? Per me questa è un ingiustizia. Questa è paura. Paura perché Parigi è in Europa, e anche noi siamo in Europa. Paura perchè se l’Isis è arrivato a Parigi, prima o poi arriverà anche qui. Sono molto dispiaciuta e amareggiata per la strage di Parigi, ma non più di quanto lo sia per gli altri. Sono alla pari per me. Non esistono differenze.
Come molti sanno l’Isis nasce in Siria, in Medio Oriente, e quelli che ne fanno parte si ritengono musulmani, ma non per questo qualunque cittadino della Siria o qualunque musulmano fa parte dell’Isis. Quella è un’altra cosa. Non diamo riflessioni affrettate e ignoranti soltanto perché abbiamo paura. Perchè il terrorismo non ha religione e non con la religione, anzi, non c’entra proprio niente.

Beatrice Nicastro
Classe 2B – Scuola Secondaria di 1° grado “Pieraccini” di Firenze