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Tutti ‘Dentro l’arte’: studiare il patrimonio artistico è fondamentale

ROMA – “Rafforzare la storia dell’arte nella scuola e renderla sempre più significativa nella formazione dei cittadini italiani, incoraggiando l’amore e la tutela per il nostro straordinario patrimonio artistico” è questo uno degli obiettivi di Irene Baldriga, dirigente scolastica e storica dell’arte, che in un’intervista a diregiovani.it racconta perché la storia dell’arte è fondamentale per la scuola dell’obbligo e quale dovrebbe essere l’approccio didattico.

La storia dell’arte è un insegnamento trasversale presente in quasi tutti i percorsi scolastici, fin dalla primaria fino alle scuole superiori. Perché è fondamentale promuoverlo?

“Si tratta di un’area disciplinare di enorme rilevanza culturale che è fondamentale proporre in tutti i livelli scolastici e in tutti gli indirizzi di studio, specialmente nella fascia dell’obbligo. E’ gravissimo che il nostro sistema educativo l’abbia esclusa, peraltro in tempi piuttosto recenti, dagli istituti professionali e che l’abbia ridotta nell’istruzione tecnica. Ben lontana dall’essere un insegnamento ‘di nicchia’ o di esclusiva pertinenza umanistica, la storia dell’arte è prima di tutto una disciplina efficace e preziosa per promuovere valori di cittadinanza attiva: la comprensione del patrimonio artistico favorisce l’acquisizione della consapevolezza e dell’identità culturale, creando le condizioni indispensabili per la tutela del patrimonio stesso e del paesaggio. Oltretutto, l’intrinseca vocazione interdisciplinare fa della storia dell’arte una disciplina particolarmente adatta ad un approccio didattico innovativo, proiettato sul territorio e adatto all’apprendimento laboratoriale. L’attenzione che oggi la scuola presta alla cosiddetta didattica ‘delle competenze’ trova nella storia dell’arte un contesto ideale di sperimentazione metodologica e di entusiasmante coinvolgimento dei ragazzi. Molto spesso gli insegnanti elaborano interessanti progetti in collaborazione con i musei e con i luoghi della cultura, promuovendo un’idea di scuola aperta e inclusiva, pluriculturale e orientata alla valorizzazione delle competenze di cittadinanza. Sono le premesse indispensabili per concretizzare un progetto di futuro sostenibile del nostro Paese che coinvolga anche i beni culturali”.

Un insegnamento che spesso però viene considerato di serie B, c’è un approccio sbagliato da parte di docenti e studenti?

“Direi che la non adeguata valorizzazione della storia dell’arte come insegnamento scolastico dipenda sostanzialmente dalla sua insufficiente presenza nei quadri orari della scuola secondaria superiore, licei compresi. La nostra disciplina andrebbe garantita, come diritto di conoscenza e di accesso alla bellezza, in tutta la fascia dell’obbligo scolastico, e dunque almeno fino ai 16 anni di età per tutti i cittadini italiani. E questo non soltanto per le ragioni che ho già esposto, ma anche perché non vi è tema maggiormente sentito dagli Italiani quale tratto identitario della nostra Nazione. Vorrei aggiungere che parte del pregiudizio è dovuto ad una scarsa conoscenza della complessità della storia dell’arte, del suo enorme potenziale formativo. Sarebbe molto importante che anche la divulgazione venisse affidata ai veri ‘addetti ai lavori’ e non, come spesso avviene, a comunicatori prestati da altri ambiti o totalmente improvvisati. Mi compiaccio del fatto che il Ministero dei Beni Culturali abbia recentemente investito tante energie nella promozione del patrimonio artistico, cogliendo oltretutto l’opportunità dell’alternanza scuola lavoro come preziosa risorsa educativa per il settore dei beni culturali. Ricordiamoci sempre che l’ignoranza comporta un costo elevatissimo, in tutti i settori: senza conoscenza e consapevolezza è impossibile garantire la tutela e la valorizzazione dei monumenti e delle opere d’arte, come pure del paesaggio che ne è parte sostanziale”.

Un nuovo testo didattico “Dentro l’arte” (pubblicato in 5 e 3 volumi da Electa Scuola) e di cui lei è l’unico autore: qual è l’approccio che ha scelto e le novità del libro rispetto ai testi del passato?

“‘Dentro l’arte’ è un manuale che parte dell’esperienza diretta dell’insegnamento nella scuola: in questo grande progetto, che ha comportato sei anni di lavoro, ho cercato di attingere dall’esperienza sul campo che ho potuto maturare nella mia professione di insegnante. La trattazione si sviluppa – dalla Preistoria fino ai nostri giorni – in una modalità progressiva: accompagnando gli studenti a piccoli passi, arricchendo man mano il linguaggio e l’approccio metodologico adottati. La disciplina è presentata in tutta la sua vitalità, offrendo chiavi di lettura efficaci per comprendere il contesto socio-culturale di manufatti e fenomeni culturali. Accanto al rigore scientifico, si dà la massima importanza alla descrizione formale e all’interpretazione dei linguaggi espressivi, trasmettendone al tempo stesso la forza poetica. La storia dell’arte, tra le altre sue qualità, costituisce una formidabile palestra sentimentale, attraverso la quale i ragazzi possono avvicinarsi in modo mediato ma intenso alle grandi emozioni dell’esistenza.

Ho scelto, nella gran parte dei casi, di presentare i fenomeni artistici nella forma di ‘questioni’, di problemi da risolvere. Agli studenti è importante spiegare perché è bene studiare determinati fatti o argomenti: dare una ‘ragione di senso’ rappresenta una strategia pedagogica prioritaria per catturare interesse e per facilitare l’apprendimento. La banalizzazione è, invece, sempre perdente sotto il profilo didattico, oltreché culturale. Le stesse esercitazioni proposte alla fine di ciascun capitolo sono in realtà dei ‘laboratori di competenze’ che propongono l’applicazione dei ragazzi su opere o questioni non trattate all’interno del testo, ma per affrontare le quali sono stati offerti i necessari strumenti e le coordinate indispensabili.

Ho cercato di trasmettere il valore complessivo delle opere, attraverso uno schema narrativo che fosse davvero coinvolgente, permettendo ai ragazzi di creare connessioni, collegamenti e di sviluppare una propria opinione rispetto ai temi proposti.

Le sintesi iconografiche, cronologiche e concettuali che si susseguono attraverso i capitoli, insieme ai sussidi multimediali e agli approfondimenti sul restauro, sull’architettura e sulla storia delle immagini, hanno la funzione di agevolare il processo di apprendimento, ma anche di aprire nuove curiosità nel lettore, lasciando l’insegnante libero di costruire anche percorsi del tutto autonomi.

Questo libro, che nasce da una grande passione per l’arte e per la scuola, è strettamente legato ad un impegno civico e politico che mira a rafforzare la storia dell’arte nella scuola e a renderla sempre più significativa nella formazione dei cittadini italiani, incoraggiando l’amore e la tutela per il nostro straordinario patrimonio artistico”.