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Ricordare la Shoah, monumento all’odio razzista. La celebrazione al Quirinale

ROMA – Si è svolta questa mattina al Palazzo del Qurinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la celebrazione del ‘Giorno della Memoria’. Nel corso della manifestazione, condotta dall’attore Luigi Diberti, la pianista Monica Ferracuti ha eseguito brani musicali di Felix Mendelssohn tratti dai “Lieder ohne Worte”. All’evento ha preso parte anche il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Giornata della memoria. Fedeli: “Nessuno dimentichi”

“Ricordiamo oggi la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, perché fare memoria, signor Presidente, è un atto doveroso e delicatissimo. Lo vediamo ogni volta che le nostre studentesse e i nostri studenti visitano i luoghi dello sterminio, spesso sorretti e accompagnati dalla testimonianza dei sopravvissuti, che con coraggio si caricano del fardello del ricordo, perché nessuno dimentichi e nessuno si sottragga alla responsabilità della storia”. Inizia così il discorso del ministro Fedeli.

Fedeli: “La scuola è fondamentale per comprendere la storia”

 “La scuola è fondamentale nel percorso” della memoria “perché é il luogo principale della nostra società in cui si educano le nuove generazioni a scavare dentro l’ignoto, ad andare alla radice dei timori per scardinarli, a conoscere e comprendere la natura dei fatti storici e sociali della nostra storia”.

Giornata della memoria. Il ministro dell’Istruzione: “Per le questioni razziali in Italia si è ucciso”

“Le Madri e i Padri Costituenti ne hanno fatto un principio intoccabile della legge più importante del nostro Stato. ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. Ed è per questo che l’articolo 3 della nostra Costituzione è così chiaro. Nessun tipo di discriminazione è ammesso. Nessuno”. “Oggi può farci impressione leggere quel termine ‘razza’- dice Fedeli- espressione che, per fortuna, ci appare desueta e concettualmente sbagliata. Ma chi ha voluto porre le basi normative di un’Italia democratica ha fatto una scelta di segno ben precisa: tutti dobbiamo avere ben in mente che per questioni razziali si è ucciso nel nostro Paese. E questo non deve essere mai più permesso”.

I lavori dell’Assemblea Costituente, prosegue Fedeli, “mantengono le tracce della riflessione attorno a questo termine. Se da una parte alcuni deputati – cito: ‘come atto di doverosa cortesia verso le comunità israelitiche italiane’ – proponevano soluzioni alternative, alla fine si decise per un’espressione che mantenesse viva la memoria come momento fondativo di una Repubblica che ripudia il male e l’odio verso l’altro”, termina il ministro.

Fedeli: “Nel 2018 il ricordo degli studiosi espulsi dalle scuole”

 “In vista dell’anniversario del 2018, l’80esimo anno dalla promulgazione delle leggi razziali, Signor Presidente, vorremmo assicurare a tutti che non solo non dimenticheremo ma che non smetteremo mai di studiare, di capire. Faremo in modo che sia un anniversario fecondo di eguaglianza, di giustizia e, per quanto possibile davanti all’irreparabile che fu la Shoah, di riparazione. Vogliamo promuovere una riflessione adeguata. Vogliamo che i nomi delle espulse e degli espulsi siano ricordati in tutte le scuole e in tutte le università, che in quell’anno persero, del tutto o temporaneamente, una componente essenziale della nostra cultura: un nome su tutti Rita Levi Montalcini, che ricordiamo a cinque anni dalla scomparsa”. “Vogliamo che gli studiosi e le studiose delle nostre università e dei nostri centri di ricerca, gli editori, le riviste scientifiche- continua il ministro dell’Istruzione- aprano uno scaffale web gratuito che, anche con il supporto del Comitato per gli anniversari di interesse nazionale presieduto da Franco Marini, metta a disposizione di tutti le migliori indagini e le più vaste fonti necessarie a comprendere quel passaggio storico drammatico”.

Il ministro promette di “non smettere mai di impegnarci affinché le pagine dolorose di una Storia che preferiremmo dimenticare, per non doverci guardare allo specchio e riconoscerci disumani, siano monito per la nostra vita presente e futura. Come Parlamento abbiamo voluto con forza l’approvazione della legge 115 del 2016 contro il negazionismo. Una legge il cui iter di approvazione, posso assicurarvi, è stato particolarmente complesso, a dimostrazione del percorso di consapevolezza ancora oggi richiesto su questi temi. Una legge- conclude Fedeli- di cui abbiamo bisogno per ribadire l’importanza di intercettare spie di malessere e di discriminazione e di non sottovalutare certi fenomeni e certi atteggiamenti”.