giornalisti-in-erba

Un Capodanno ironico

Iniziamo bene…
Oggi è venerdì, 1° Gennaio 2016. Abbiamo finito il primo anno vestiti eleganti e iniziato il 2016 con i vestiti tutti sporchi, perché?
Beh, qualche giorno prima di Capodanno siamo andati a pulire la casa al mare, a San Nicola (una piccola località di mare vicino Ladispoli) per poterci passare la notte di San Silvestro con alcuni amici.
Appena arrivati lì ci sembrava una casa nuova: a settembre, infatti, avevamo fatto iniziare i lavori per pitturarne gran parte; ora mancava da finire solo l’esterno ma faceva talmente freddo che scappammo dentro casa senza vedere le novità.
Il primo giorno, abbiamo pulito a terra con lo straccio, passato l’aspirapolvere, lavato i vetri, gli specchi, spolverato, rimesso al proprio posto e riempito i mobili. Papà ha anche tagliato l’erba dei giardini, rimontato gli scaffali, collegato i cavi del gas, della luce e della televisioni e riacceso i riscaldamenti.
Il secondo giorno, abbiamo finito quello che avevamo lasciato a metà (come finire di riempire tutti i mobili) e abbiamo iniziato ad apparecchiare in modo carino la tavola e preparare tutti i tradizionali giochi da tavola natalizi. Poi, siamo andati a fare una passeggiata lungomare. Dopo, siamo tornati a Roma perché i miei genitori dovevano lavorare dato che avevano finito le ferie.
In questi due giorni, raccontati come ho appena fatto, sembriamo la famiglia del “Mulino bianco”. Ma…no, assolutamente no! Infatti i nostri genitori, continuavano a riprendere me e mia sorella che con grande voglia di aiutare e sempre molto attive, restavamo sul divano o ci facevamo i fatti nostri per “riposare un attimo”.
Comunque, saremo tornati a San Nicola assieme alle altre famiglie invitate.
Fino a qui tutto normale, o quasi: non eravamo più sei famiglie bensì quattro, perché una si era dimenticata di essere stata invitata precedentemente da altri amici, nella seconda famiglia, invece, c’era la ragazzina della nostra età che non stava bene.
Ora, quindi, oltre a noi c’erano solo Coffa, Colapietro e Nardo.
Eravamo tutti molto eleganti (si, anch’io, non scherzo), le femmine erano impeccabili e i maschi molto ordinati. Dove ci siamo incontrati per andare a San Nicola tutti insieme, ci siamo addirittura fatti fare una foto da uno sconosciuto: non abbiamo mai avuto modo di vederla, perché evidentemente alla persona che l’ha scattata è particolarmente piaciuta la macchinetta fotografica.
Arrivati a San Nicola abbiamo visto una cascata di acqua che scendeva dalle scale quasi come una stella cometa ad indicarci la strada per arrivare a casa, però la vera stella cometa non aveva fatto troppi danni…
Salendo le scale ci sono due appartamenti oltre al nostro, così abbiamo fatto le scale speranzosi che tutta quell’acqua non venisse da casa nostra: pensavamo venisse da casa del nostro vicino combina guai e che ne avesse combinata un’altra delle sue…ci sbagliavamo.
Dopo esserci bagnati tutte le scarpe siamo entrati nell’appartamento con una brutta sorpresa: la casa da cui proveniva l’acqua era proprio la nostra.
Adesso? Tutti gli invitati? Vestiti così, cosa dovevamo fare? I miei genitori hanno deciso di mandare via tutti gli inviatati e di restare a pulire ed asciugare tutta casa.
I nostri amici se ne stavano andando più che volentieri ma uno di loro ha detto, prima che gli altri avessero modo di parlare, che Natale sarebbe stato se non ci avessero dato una mano? Le altre persone, si capiva dalle loro facce, volevano fargli notare che ormai il Natale era finito da un bel po’ e che la famiglia Crea doveva badare a sé stessa, ma un po’ per educazione, un po’ per amicizia lo hanno tutti assecondato, anche se con una smorfia di dolore.
Evviva! Non vedevo l’ora di pulire casa la notte di Capodanno!
Mia mamma con il suo grande senso pratico e spirito di sacrificio ha detto: “questo è il lavoro per i pompieri e per l’esercito, noi intanto andiamo a fumarci una sigaretta”.
Mentre mio padre che vuole fare sempre tutto da solo ha detto che in cinque minuti avrebbe sistemato il macello. Così si è scatenato un battibecco tra i miei genitori fermato da me, che ho fatto notare loro che qualche ora dopo sarebbe stato il primo dell’anno e.. “bagnati a Capodanno, affogati tutto l’anno!”.

Aprendo la porta di casa la situazione era peggiore di quella che ci aspettavamo o almeno di quello che avevamo sperato: tutti gli oggetti che qualche giorno prima erano stati messi al loro posto sui mobili sembravano giocare a pallanuoto le cui pareti della piscina sembravano i muri della casa.
Quando c’è una perdita d’acqua sì due, anzi tre cose:
1. Piangere, ma abbiamo saltato questo punto perché avremmo peggiorato la situazione
2. Fermare la perdita d’acqua; nel nostro caso si trattava della perdita da un tubo rotto del lavandino del bagno che papà ha prontamente deciso di bloccare con la preziosa sciarpa di Anna Maria
3. Raccogliere l’acqua con bacinelle e secchi. Poteva essere semplice? Assolutamente no, la volta prima si erano stabilito che i recipienti erano troppo vecchi e tutti rotti così li abbiamo buttati via. Ora come avremmo fatto? Abbiamo deciso di utilizzare le borse delle signore, le buste della spesa, le pentole e le insalatiere (che abbiamo dovuto recuperare tra le acque) e abbiamo iniziato a darci da fare.
Abbiamo iniziato a lavorare che erano le 18,45 ed abbiamo finito alle 20,30. In realtà ci mancava ancora un bel po’, ma eravamo troppo stanchi.
Quindi ci siamo tutti messi tutti sui divani e sulle poltrone a vedere la “live” di capodanno e esattamente in quella posizione….ci siamo addormentati tutti.

Ora devo andare a finire di mettere le ultime cose nella mia stanza, ciao!

Giorgia Crea 3 F
I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma