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Una mattina con i robot

Qualche giorno fa presso il plesso Cipolla della nostra scuola è stato presentato un progetto di robotica dai professori dell’Università di Palermo del Dipartimento di ingegneria chimica, gestione informatica e meccanica. Tra i prof. c’erano Antonio Chella, Rosario Sorbello, Marcello Giardina e Salvatore Tramonte.

Il prof. Chella ha cominciato spiegando che cosa è un algoritmo e come si programma un robot “scrivendo” la sequenza delle operazioni da compiere per svolgere un’azione.

I prof. hanno poi continuato la dimostrazione dicendo che i robot riescono a comunicare grazie a dei sensori, che si dividono in due categorie: sensori propriocettivi e esterocettivi. I primi misurano variabili interne al robot, come la velocità delle ruote o il livello di carica della batteria, i secondi misurano variabili esterne, come la distanza degli ostacoli o la posizione degli oggetti sui quali svolgere un compito.

Vi sono tre approcci principali alla programmazione di un robot: teaching by showing, cioè il robot viene guidato lungo un percorso e apprende le posizioni raggiunte grazie ai sensori, in seguito si limita a replicare quella sequenza di posizioni; robot oriented, vi è un linguaggio di programmazione ad alto livello con strutture dati complesse, variabili routine; object oriented, come nel precedente, solo che il linguaggio è orientato agli oggetti.

Dopo la presentazione di un prototipo base, ci è stato mostrato un robot, definito umanioide, identificato col nome NAO, appartenente all’azienda ALDEBARAN e conosciuto ovunque per la sua abilità ad interagire con le persone.

Abbiamo poi potuto ammirare il modello TELENOID, creato da una casa di robotica giapponese, Hiroshi Ishiuro, alto circa 80 centimetri, con sembianze quasi umane, infatti ognuno dei suoi occhi può muoversi orizzontalmente in maniera indipendente, ma entrambi gli occhi sono sincronizzati quando si muovono verticalmente. La sua bocca è in grado di aprirsi e chiudersi, imitando così i movimenti umani.

Tutto ciò avviene per mezzo di una webcam, che invia al robot, tramite wi fi, i comandi di movimento. La dimostrazione successiva ci ha mostrato come, attraverso una cuffia, si possono trasmettere, solo pensandoli, impulsi per l’esecuzione di diverse azioni. Alcuni di noi hanno provato a trasmettere degli impulsi ai robot, che hanno eseguito le azioni che loro hanno “pensato”.

Questo straordinario progetto ci ha fatto toccare con mano gli enormi passio compiuti oggi dalla tecnologia in campo di robotica, grazie alle nuove applicazioni concepite dalla mente umana, che è riuscita a realizzare progetti sensazionali in ogni settore della nostra vita.

Claudia Aiello, Elena Baudo e Giulia Galletta
IIG ICS Giotto Cipolla
Palermo