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Viaggio della Memoria, studenti: “Ora capiamo cosa è orrore Shoah”

Oswiecim (Polonia) – Con la visita al campo di sterminio di Auschwitz, in Polonia, si conclude la seconda giornata del viaggio della Memoria organizzato dal Miur con l’Ucei.

Il giorno piu’ lungo, con ogni probabilita’ il piu’ impegnativo. Se le visite del ghetto e della Sinogoga Tempel a Cracovia costituiscono un primo e toccante approccio di quello che rappresenta il viaggio, e’ la visita ai campi di Birkenau e Auschwitz cio’ che mette realmente a dura prova le emozioni dei circa 100 studenti che vi hanno preso parte.

Il coro e’ infatti unanime: “Quello che e’ accaduto qui, lo si puo’ realmente comprendere solo vedendolo con i propri occhi. Studiare sui libri non basta. Solo venendo qui riesci ad entrare nel dolore delle persone. E’ disarmante”, commenta Gianluca, dell’istituto Giovanni Paolo II di Maratea. “Sentir parlare” di camere a gas, di crematori, di dormitori, “non e’ come vederli di persona”, aggiungono Chiara e Alice della scuola media Sant’Anna in Stazzema, in provincia di Lucca. Proprio quel che resta dei forni crematori sono tra le cose che piu’ hanno colpito i ragazzi.

Auschwitz (2) Auschwitz (3) Auschwitz (4) memoria
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Franco e Niccolo’ dell’istituto Galvani di Bologna spiegano il motivo: “Si trattava di persone come noi, spesso bambini della nostra eta’ che venivano privati della propria dignita’, diventavano oggetti, ammassati come carne da macello e mandati a morire”. Per questo “e’ fondamentale che questi viaggi continuino e che la memoria venga coltivata e commemorata anno dopo anno”. Il campo di Auschwitz oggi e’ un museo, al suo interno sono esposti migliaia di oggetti. Occhiali, valigie, oggetti da bagno, scarpe, ma anche protesi e capelli. Tutti questi oggetti, ricorda Agnese del Giulio Cesare di Roma, “non sono che una minima parte di tutto quello che e’ stato tolto ai milioni di esseri umani che qui hanno perso la vita. E’  come se – dopo il silenzio tombale di Birkenau- questi oggetti ci parlassero. Come se in essi fossero racchiuse tutte le voci che non sono mai uscite da qui”.