tg - diregiovani

Nuova edizione del Tg di Diregiovani

Nuova edizione del Tg di diregiovani

Scoperte le cellule anticancro
Da uno studio guidato dall’ematologa Chiara Bonini, dell’Ospedale San Raffaele di Milano, sarebbe stata individuata una terapia immuno-cellulare che potrebbe contrastare il reiterarsi dei tumori. Quello che rende più potenti i tumori e il cancro è il fatto che le cellule che dovrebbero contrastare quelle malate, vengano anch’esse attaccate e distrutte. Nel caso dello studio dei ricercatori del San Raffaele di Milano, sembra siano riusciti ad individuare il modo di generare “cellule killer T”, geneticamente elaborate, capaci di fronteggiare qualsiasi cancro ed evitarne la riproduzione. Se lo studio continuasse a dare i risultati effettivi e sperati già sperimentati su pazienti trattati dal 2000, si potrebbe arrivare perfino a capire il ruolo delle cellule T nella memoria immunologica della malattia, le “memory stem T cells” hanno infatti già dimostrato di essere in grado di resistere nel tempo, anche fino a 14 anni dopo il trattamento, dando un risultato soddisfacente già su pazienti malati di leucemia.

55 Cancri e, il gemello velenoso della terra
55 Cancri e, chiamato anche Janssen, è un pianeta extrasolare con una massa simile a quella di Nettuno orbitante attorno alla stella 55 Cancri; un anno dura appena 18 ore e le temperature sulla superficie raggiungono circa 2000 gradi Celsius, ed è il pianeta più interno del suo sistema planetario. Fu scoperto nel 2004, ma adesso un gruppo di ricercatori europei è riuscito infatti a rilevare per la prima volta i gas dell’atmosfera di questa super-Terra, trovando la presenza di idrogeno ed elio ma non quella di vapore acqueo. Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal . 55 Cancri e è la super-Terra più vicina a noi, per questo anche tra i migliori candidati per le osservazioni dettagliate della superficie e delle condizioni atmosferiche dei pianeti extrasolari rocciosi. Inaspettatamente, i dati suggeriscono anche la possibile presenza di acido cianidrico, un indicatore di atmosfere ricche di carbonio e povere in ossigeno.

In Marocco la centrale solare più grande del mondo
Quando sarà terminata, se tutto andrà secondo i piani entro il 2018, sarà la centrale solare più grande al mondo e occuperà un’area grande come 3.400 campi da calcio: questo gigante delle rinnovabili si trova in Marocco, in mezzo al deserto, e una volta a regime fornirà corrente a oltre 1 milione di abitazioni. Per il Marocco, che oggi soddisfa il 97% del proprio fabbisogno di energia elettrica grazie alle importazioni dall’estero, si tratta di un grande passo verso l’indipendenza economica. Il Governo del paese punta a produrre il 42% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2020, e questa centrale con i suoi 500.000 specchi dislocati su una superficie di 24 kmq in grado di produrre 160 megawatt di energia sarà sufficiente a soddisfare le esigenze di 650.000 persone. Questa centrale avrà fin da subito l’effetto di far crollare fino al 44% il costo dell’energia elettrica in tutta l’Africa settentrionale.

Lisa in cerca delle onde gravitazionali
Il satellite europeo Lisa Pathfinder, realizzato da una collaborazione fra Esa e Asi insieme con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Università di Trento, è partito all’alba del 3 dicembre dalla base di Kourou in Guyana francese. L’obiettivo della missione è infatti quello di riuscire a scovare nello spazio qualcosa che al momento è sfuggente e inafferrabile, cioè quelle increspature nello spazio-tempo il cui profilo venne tracciato per la prima volta da Albert Einstein nella Teoria della Relatività, pubblicata il 2 dicembre di cento anni fa. La sonda Lisa Pathfinder ha rilasciato entrambi i suoi cubetti di oro e platino, e inizierà a breve la sua ardua missione scientifica, mettendo queste due masse in una posizione di caduta libera isolate da tutte le forze esterne e interne ad eccezione di una: la gravità. Se funzionerà bene, LISA Pathfinder dimostrerà la fattibilità di un grande interferometro spaziale, simile a VIRGO-LIGO ma circa un milione di volte più grande, e quindi capace di captare le onde da sistemi molto più pesanti ma anche molto più lontani, come la collisione di buchi neri super-massicci, che si suppone abbiano avuto un ruolo importante nella storia dell’Universo.

WhatsApp: la nuova funzione per scoprire con chi chattiamo di più
A inizio febbraio WhatsApp ha tagliato il traguardo di un miliardo di utenti: questo che ne fa il sistema di messaggistica più diffuso e usato al mondo. Nell’epoca dei big data anche WhatsApp ha le sue statistiche da mostrare agli utenti. C’è una funzione poco nota che permette di sapere, per esempio, quanti messaggi scriviamo e chi sono le persone con cui chattiamo di più. Per ora è accessibile solo dall’iPhone (aggiornato con iOS 9), presto lo sarà anche dagli altri cellulari. Funziona così: una volta aperta l’app di Whatsapp, bisogna cliccare sulla rotella in basso a destra e accedere alle Impostazioni. Poi dalla voce Account, a seguire, si clicca su Utilizzo archivio e suMessaggi per scoprire quanti messaggi abbiamo scambiato su Whatsapp da quando è installato sul nostro telefono e, contatto per contatto, chi sono le persone con cui abbiamo chattato di più. La classifica potrebbe riservare qualche sorpresa.