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Nuova edizione del Tg di diregiovani.it

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Sanremo: ascolti alle stelle per la prima serata
Parte bene la 66esima edizione del Festival di Sanremo. La prima serata è stata vista da 11 milioni 134 mila spettatori con il 49,5% di share. Carlo Conti vince la sfida con se stesso: la puntata d’esordio dell’edizione 2015 era stata vista in media da 11 milioni 767 mila spettatori, lo share era stato del 49,34%. Questa sera si esibiscono gli altri dieci Campioni e debuttano quattro delle otto Nuove proposte. In entrambi i casi il voto sarà espresso con il “sistema misto” (50% televoto del pubblico, 50% la giuria della sala stampa). Per i Campioni, verrà stilata una classifica provvisoria mente i giovani si esibiranno in due coppie a sfida diretta e le due canzoni vincitrici accederanno alle semifinali di venerdì.

Peroni diventa giapponese
La Peroni diventa giapponese. Il gruppo nipponico Asahi ha raggiunto nella notte un accordo con il gruppo SabMiller per acquisire il brand Peroni e quello olandese Grolsch per 3,5 miliardi di dollari sbaragliando la concorrenza di altri player internazionali che si erano interessati al marchio italiano. Asahi è il brand numero uno giapponese della birra, con una quota del 38%, ed ora sta espandendo all’estero le sue attività, visto il calo del mercato domestico, anche a causa dell’aumento dei consumi di vino. Si tratta della più grande acquisizione della storia nel campo delle bevande effettuata da una compagnia giapponese. La cessione di Peroni da parte di SabMiller si è resa necessaria dopo che il gruppo anglo-sudafricano è stato acquistato lo scorso autunno dalla rivale belga Ab InBev. Per evitare contestazioni da parte dell’Antitrust europeo, visto che è già in possesso di altri marchi decisamente importanti sul mercato della birra come Corona e Stella Artois, il colosso sudafricano ha dovuto mettere sul mercato i due marchi premium Peroni e Grolsch (valutati circa 1,8 miliardi di euro).

La Nasa ci porta su Marte
Il rover Curiosity si trova su Marte da quasi 4 anni e in questo lasso di tempo è riuscito a fotografare una buona porzione del pianeta rosso, ecco perchè in qualche modo sarà la nostra guida, e grazie alle potenti immagini scattate dal rover potremo finalmente vedere con i nostri occhi le meraviglie di Marte.
Il Jet Propulsion Laboratory ha appena rilasciato una vista panoramica virtuale della superficie di Marte, ed è impressionante.
Il tour virtuale è stato realizzato con immagini catturate da Curiosity il 18 dicembre 2015 con la fotocamera MastCam, che si trova sulla parte superiore del braccio del rover. Gli scatti sono stati realizzati presso Namib Dune, che fa parte delle Bagnold Dunes lungo il fianco nord-occidentale del Monte Sharp, che può essere visto all’orizzonte, oltre ad un simpatico selfie di Curiosity. I forti venti su Marte riescono a far spostare queste dune di polvere rossa di circa tre piedi all’anno.

Foreste in aumento, ma assorbono meno Co2
Aumentano le foreste in Europa: secondo il rapporto State of Europe’s Forests 2015, dal 1990 al 2015 la superficie di boschi e foreste è aumentata di 17,5 milioni di ettari, con una crescita media di 700 mila ettari l’anno, e oggi copre un terzo del territorio europeo (vedi anche i dati per Paese). Negli ultimi due secoli, tuttavia, si è anche assistito alla progressiva trasformazione delle foreste decidue, ossia degli alberi che perdono le foglie, con quelle di conifere, per lo più sempreverdi, una tipologia di alberi che assorbirebbero oltre 3 miliardi di tonnellate di CO2 in meno. Lo certificano due studi sullo stato della vegetazione in Europa pubblicati nei giorni scorsi su Nature, attraverso i quali ricercatori tedeschi, francesi e americani dimostrano come le diverse tipologie di alberi influenzino sia lo stoccaggio del carbonio sia le temperature locali. Ci sono piante più capaci di altre di catturare CO2: quelle che perdono le foglie durante la stagione fredda, ad esempio, assorbono più anidride carbonica di abeti e larici sempreverdi, che crescono in fretta e producono legname, ossia maggiore valore commerciale.

Subsonica all’attacco di Morricone: ha copiato
Dalla loro pagina su Facebook il gruppo torinese lancia una velata accusa di plagio nei confronti del maestro Ennio Morricone:”Le prime quattro note orchestrali della colonna sonora di Hateful Eight di Morricone/Tarantino, sono le prime quattro note orchestrali di “Tutti i miei sbagli”. Confrontare al cinema per credere”. Le note incriminate sono quelle del brano “Neve” contenute nella tracklist premiata con un Golden Globe e in corsa per l’Oscar. Immediati i commenti di fan e utenti che hanno più o meno ironicamente ricordato alla band l’anno di composizione delle musiche di “Hateful Eight”: il 1982. Si tratta infatti di tracce non utilizzate nel capolavoro horror “La Cosa” di John Carpenter. Per Samuel e compagni “felici coincidenze” o gaffe clamorosa?