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Nuova edizione del Tg Diregiovani

Nuova edizione del Tg Diregiovani

Isis, le truppe irachene pronte all’attacco finale all’Isis
Si infiamma la battaglia a Mosul. Per la prima volta dal 2014, le truppe irachene sono entrate nella città, roccaforte dell’Isis, e si preparano per lo scontro finale. Le linee jihadiste hanno ceduto a Judaidat Al Mufti, area sud orientale della città che affaccia sulla riva sinistra del Tigri. Nonostante la forte umidità e la tempesta di sabbia, le forze irachene sono riuscite anche a riconquistare la tv di stato.  “Lasceremo ai seguaci di Baghdadi un corridoio aperto a ovest – ha commentato l’alto ufficiale che coordina le truppe – Sarà il corridoio della morte per loro. Li spazzeremo via con i raid aerei. La zona diventerà il cimitero dei jihadisti”. Almeno 100 persone tra civili ed ex agenti della polizia irachena, però, “sono tenuti in ostaggio dall’Isis nell’antica chiesa di Babd al Bid, in pieno centro a Mosul”. Braccati e allo sbando, i miliziani temono anche la rivolta della popolazione, che sente, finalmente, ‘l’odore’ della liberazione.

Terremoto: lezioni online contro la dispersione
Lezioni on line, “per mantenere integra la comunità scolastica” e non disperderla ulteriormente “con inevitabile perdita della sua identità”. È questa la soluzione prospettata dalla preside dell’istituto comprensivo di Acquasanta Terme e Arquata del Tronto, Patrizia Palanca, a seguito della scossa di terremoto del 30 ottobre. “Con la scossa – ha sottolineato la dirigente scolastica all’agenzia Dire – i sindaci dei comuni coinvolti hanno disposto l’evacuazione dell’intera zona, spostando la popolazione nelle coste, con la conseguente dispersione degli studenti nelle varie scuole. Questo non può che avere un inevitabile contraccolpo per la comunità scolastica”. Sulla proposta di lezioni online è intervenuto anche il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone  “Ho avuto il piacere di incontrare la preside Palanca e abbiamo avuto modo di parlare di questa proposta che ritengo legittima e che mi faccio carico di prendere in considerazione in quanto Sottosegretario all’Istruzione”.

Pokemon Go, in Giappone la prima condanna per omicidio
Non solo divertimento. Pokemon Go ha creato danni molto seri nel mondo e causato la morte di alcune persone. Lo sa bene Keiji Goo, l’agricoltore 39enne condannato a 14 mesi di carcere in Giappone, per aver ucciso una signora di 72 anni e ferita una seconda. L’uomo era alla guida del suo autocarro e contemporaneamente era impegnato nel gioco virtuale. L’incidente è avvenuto lo scorso 23 agosto nella città di Tokushima. Ma questa disgrazia non è l’unica purtroppo del suo genere. Dal 22 luglio, giorno di debutto del gioco, in Giappone sono stati ben tre i casi di morte per ‘distrazione da Pokemon Go’. Questo però, è il primo preso in esame dalla Corte. Nel pronunciare la sentenza, il giudice ha parlato di “Una grave negligenza”.

Supersonic: il documentario degli Oasis porta la loro musica al cinema
Gli Oasis sbarcano al cinema per soli tre giorni con il loro documentario Oasis: Supersonic. Un evento speciale, distribuito da Lucky Red, che richiamerà i tanti fan del gruppo capitanato dai fratelli Gallagher, Noel e Liam. Diretto da Mat Whitecross e dagli stessi produttori del documentario Premio Oscar “Amy” (dedicato all’indimenticata Winehouse), Oasis: Supersonic racconta la storia della band indie di Manchester che ha segnato la storia della musica anni ‘90. Immagini esclusive mostrano gli Oasis sin dall’inizio e senza censure. Dai momenti di grande successo alle liti tra i due fratelli Gallagher. Il focus di questo documentario. Poi, le risse, la droga, le copertine di magazine e tabloid e lo scioglimento della band. 122 minuti che diventano un viaggio intenso nei vent’anni di carriera del gruppo. Insomma, niente sarà più segreto ma solo per tre giorni: il 7, 8 e 9 novembre. Per tutte le informazioni sul film e sui cinema in cui sarà proiettato l’evento speciale è possibile consultare il sito www.oasisalcinema.it

Facebook elisir di lunga vita…ma solo se usato con moderazione
Facebook allunga la vita. A dirlo è l’Università californiana di San Diego che, in uno studio pubblicato su  Pnas, la rivista ufficiale della United States National Academy of Sciences, prende in esame i dati di 12 milioni di utenti Facebook californiani e li mette in relazione con le rispettive cartelle cliniche. Ne risulta che la loro probabilità di morte è inferiore del 12% rispetto a chi, nato nello stesso anno, non utilizza il social network. In realtà, spiega William Hobbs che ha coordinato lo studio, non si tratta di una scoperta ma di una conferma.  Nel 1979 la sociologa Lisa Berkman aveva elaborato una teoria secondo cui chi beneficia di forti relazioni sociali ha maggiore speranza di vita. Quello che hanno fatto Hobbs e la sua squadra è stato vedere se le regole che valevano nel ’79 valgono anche oggi. Tuttavia, “Interagire on line – sottolinea Hobbs  – appare salutare (solo) quando l’attività è moderata ed è complementare alle interazioni personali”.